TraMeDì

Trasformazioni
Metodologiche
contro la Dispersione

“Interazioni tra emozioni, relazioni, sviluppo cognitivo e apprendimento scolastico”

Per info su costi e iscrizioni: formazione@maestridistrada.it

Maestri di Strada è un ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Le formazioni sono rivolte a scuole, organizzazioni, singoli docenti, educatori, psicologi e tutte le categorie di professionisti che lavorano nel terzo settore e desiderano approfondire le nostre metodologie.

Gruppi S.A.P.E.R.E. | Spazi Aperti di Progettazione e Riflessione Educativa

S.A.P.E.R.E è una comunità di pratica e di apprendimento che utilizza il gruppo come strumento di lavoro e riflessione e lavora con esso come motore di ricerca ed innovazione rispetto a progetti educativi complessi, che richiedono l’interazione di diverse istituzioni e di diverse figure professionali. Quali scopi persegue il Gruppo S.A.P.E.R.E.?

Sviluppare l’autonomia della professione rafforzando l’esperienza del professionista riflessivo:

  • Promozione dell’osservazione pedagogica e del suo utilizzo nella didattica;
  • Sollecitare le attività riflessive e di pensiero riguardanti le pratiche didattiche;
  • Valorizzazione di attività professionali di gruppo tra i docenti.

Promuovere il benessere di educatori ed educandi sviluppando e sostenendo pratiche di condivisione:

  • Provare a sviluppare insieme metodi di lavoro per affrontare le difficoltà di relazione in classe e diminuire il disagio dei docenti e degli allievi;
  • Trovare le mediazioni necessarie a lavorare nelle condizioni esistenti quando non è possibile immaginare che queste cambino;
  • Costruire insieme un’immagine complessa degli allievi per capire meglio come interagire con loro;

Promuovere la cooperazione attraverso la ricerca e l’integrazione di differenti metodologie:

  • Utilizzare le facoltà metaforiche della mente per costruire spazi simbolici – o spazi traslati – in cui, sia i giovani sia i docenti, possano stabilire nuove connessioni tra le proprie emozioni e quanto vanno apprendendo dalle discipline.
  • Rafforzamento della metodologia laboratoriale come modalità di lavoro finalizzata a favorire la riattivazione del desiderio di apprendere e l’inclusione dei giovani alunni demotivati;
  • Utilizzare le nuove tecnologie per sostenere la flessibilità dei percorsi, la loro personalizzazione, la trasparenza della valutazione, la leggibilità delle qualifiche.

Narrazione, Focus group, Osservazione

Lo strumento della narrazione è usato da Maestri di strada come modalità privilegiata di ricostruzione ed interpretazione del processo di formazione nel suo farsi esperienziale attraverso eventi, incontri, situazioni, azioni culturalmente situate; esso attiva una profonda ricerca di senso e di significato in merito alla propria storia ed alla propria identità personale e culturale e rappresenta un importante dispositivo di lavoro pedagogico. A scuola, il momento della narrazione – racconto personale o fiaba che sia – è un momento di grande intimità che avviene in cerchio, un cerchio fisico e immaginario in cui circolano, grezzi, emozioni e pensieri, all’interno del quale vanno costruendosi via via significati sul substrato condiviso che rispecchia una storia collettiva.

Gli spazi metaforici possono consentire la ri- significazione delle nostre emozioni. La caratteristica delle storie e della conduzione è proprio quella di offrire uno spazio comunicativo traslato, in cui tutti i protagonisti della relazione educativa possano sperimentare una grammatica delle emozioni e dei luoghi metaforici che aiutino a lavorare sulle emozioni e a trasformare script biografici apparentemente immutabili. Alla fine del racconto, i partecipanti intavolano un focus group in cui connettere intra e inter psichicamente gli elementi della storia, per giungere infine a una narrazione più ampia che tiene dentro anche la storia del gruppo.

L’osservazione è uno degli strumenti utilizzati nel lavoro in classe dai Maestri di Strada. Utile all’educatore, allo psicologo ma anche all’insegnante per conoscere in maniera più accurata la realtà che lo circonda, cogliendone le trasformazioni e i continui cambiamenti, e per esplorare il proprio mondo interno che a quella realtà, inevitabilmente, reagisce. È per questo infatti che richiede prima di tutto una buona conoscenza di sé.
Osservare significa tenere in mente dimensioni relative al contesto, alla postura dell’osservatore e al clima emotivo e relazionale che circola all’interno dello spazio, tenendo dentro i vari livelli di contesto (classe-scuola-eventi storici, etc…). È fondamentale la stesura di una nota di campo (narrazione breve, più o meno oggettiva) o un resoconto (narrazione lunga, più soggettiva, utile alla condivisione) per la rielaborazione di quanto osservato.

Multivisione | Gruppo Balint

Secondo l’esperienza dei Maestri di Strada è necessario coltivare la solidarietà umana, prima che professionale, tra persone che ricoprono funzioni educative. Per farlo occorre istituire degli spazi di pensiero e di parola nei quali superare il senso di solitudine professionale, incontrarsi e condividere i propri racconti, le proprie esperienze: le emozioni più profonde, sulla base di queste condivisioni è poi possibile progettare azioni condivise. La formazione proposta si offre come dispositivo funzionale all’allestimento di questi spazi di riconoscimento perseguendo l’obiettivo di rafforzare la potenzialità cooperativa tra i diversi attori coinvolti nell’alleanza educativa: i giovani, i loro parenti, gli educatori, gli insegnanti, i formatori.

Tale obiettivo è perseguito attraverso attività riflessive, narrative ed espressive ispirate alle Metodologie Educative Territoriali di Inclusione Sociale che si basano sull’integrazione tra diverse forme di apprendimento e l’integrazione tra ciò che si apprende nel territorio e ciò che si appende nelle istituzioni scolastiche, il tutto finalizzato al rafforzamento delle componenti sostanziali dell’alleanza educativa che sono la cura, l’educazione, la formazione e l’istruzione. Nella convinzione che prendersi cura di chi si prende cura sia indispensabile per sostenere il lavoro educativo e prevenire il disagio i Maestri di Strada impiegano da dieci anni – 20 anni se si considerano le precedenti esperienze del progetto Chance – i gruppi di Multivisione. Questi gruppi, ispirati ai gruppi Balint (1958), possono essere considerati una specificazione della ricerca azione partecipata coniugata con la psicologia dei gruppi;

Il percorso formativo permetterà di fare esperienza di questo dispositivo, aiutando il gruppo di partecipanti a costruire una narrazione condivisa dei significati legati al proprio essere comunità educante all’interno del particolare contesto territoriale di riferimento.

Il Portfolio

Il portfolio rappresenta un prodotto e insieme un processo di documentazione che raccoglie, restituisce e sistematizza, attraverso la narrazione, le esperienze di vita compiute dagli allievi.
Il portfolio favorisce la continua manutenzione del pensiero, accresce la capacità dei ragazzi di dire ciò che fanno, risulta quindi un metodo per apprendere dall’esperienza e trasformarla in una traccia identitaria complessa.
Il portfolio include un repertorio delle risorse e delle iniziative educative a cui il ragazzo ha partecipato e costituisce un modello di rilevazione sempre aperto e flessibile delle sue competenze trasversali, che consente l’inserimento futuro di altre informazioni ed esperienze. Il portfolio appartiene allo studente, che può decidere di lavorarci con l’adulto di riferimento. È uno strumento di lavoro quotidiano, che permette di documentare competenze rilevanti per lo studente e la relazione educativa. Inoltre, è aperto a documentare anche gli esiti “imprevisti”.