SCUOLA AL CUBO

La Scuola che
Riflette,
Ricerca
Racconta

Per info su costi e iscrizioni: formazione@maestridistrada.it

Maestri di Strada è un ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Le formazioni sono rivolte a scuole, organizzazioni, singoli docenti, educatori, psicologi e tutte le categorie di professionisti che lavorano nel terzo settore e desiderano approfondire le nostre metodologie.

L’Istituzione-Scuola ha mille volti, esattamente come la dispersione scolastica. Spesso questi volti sono attori senza voce: ragazzi, famiglie, educatori e docenti che, in assenza di risposte, cercano altri luoghi in cui continuare a interrogarsi, luoghi in cui sentirsi meno soli e ricostruire insieme il tessuto smarginato della Scuola-Comunità.
È per questo motivo che da ormai un ventennio i Maestri Di Strada s’impegnano a promuovere la cura e la formazione dei protagonisti adulti del mondo dell’educazione, grazie al contributo di psicologi professionisti.
Tra questi protagonisti ci sono i docenti, chiamati a svolgere, come i genitori e gli educatori, un compito impossibile in un tempo paradossale: quello di sostenere la crescita delle giovani e delle piccole persone.

FINALITÀ GENERALI

Promuovere e sostenere il benessere psicologico dei docenti e degli educatori. Acquisire strumenti per la partecipazione attiva, il team working a scuola.

OBIETTIVI SPECIFICI

  • Condividere metodologie ed esperienze;
  • Supportare talenti e competenze trasversali per il lavoro con il gruppo-classe;
  • Incentivare l’utilizzo dell’art-educazione a scuola;
  • Sviluppare capacità di confronto e cooperazione;
  • Approfondire lo strumento della narrazione come pratica riflessiva e come dispositivo educativo;
  • Costruire un portfolio (per restituire l’esperienza e le competenze al di là della valutazione);
  • Riflettere sugli strumenti necessari al lavoro (Sé professionale);
  • Riflettere sull’esperienza formativa (Sé personale);
  • Approfondire la progettazione laboratoriale per lo sviluppo e il riconoscimento delle competenze trasversali;
  • Sperimentare la co-progettazione: lavorare in equipe per programmare interventi educativi.

METODOLOGIA S.A.P.E.R.E.
Spazi Aperti di Progettazione e Riflessione Educativa

S.A.P.E.R.E è una comunità di pratica e di apprendimento che opera quale motore di ricerca ed innovazione rispetto a progetti educativi complessi, che richiedono l’interazione di diverse istituzioni e di diverse figure professionali.
La comunità dei professionisti viene coinvolta all’interno dello Spazio S.A.P.E.R.E. nell’ottica dell’attivazione di una Ricerca Azione Partecipata, essendo i docenti i primi ricercatori nel campo dell’educazione. All’interno della letteratura di riferimento (solo perché mi sembra un po’ lungo il periodo e si ripete più volte ricerca), Smith e Lytle (2009) sostengono che la ricerca ad opera dei professionisti dell’istruzione dovrebbe essere riconosciuta come una preziosa risorsa nel campo dell’educazione. In questo senso un insegnante che ricerca e apprende sta compiendo un atto politico autentico e apartitico verso la valorizzazione delle proprie competenze e del proprio ruolo. Tale prospettiva di ricerca presuppone che “gli insegnanti siano gli agenti e la fonte della riforma educativa e non gli oggetti di tale riforma” (Pine, 2009).
La Ricerca Azione Partecipata proposta agli insegnanti è condotta in collaborazione tra le Scuole, l’Associazione Maestri di Strada, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, per la cura degli aspetti psicologici, e l’Università Suor Orsola Benincasa, rispetto al versante più squisitamente pedagogico.

Quali scopi persegue il Gruppo S.A.P.E.R.E.?

1.     Sviluppare l’autonomia della professione   docente rafforzando l’esperienza del professionista riflessivo:

  • Promozione dell’osservazione pedagogica e del suo utilizzo nella didattica;
  • Sollecitare le attività riflessive e di pensiero riguardanti le pratiche didattiche;
  • Valorizzazione di attività professionali di gruppo tra i docenti.

2.     Promuovere il benessere di docenti e allievi sviluppando e sostenendo pratiche di condivisione:

  • Provare a sviluppare insieme metodi di lavoro per affrontare le difficoltà di relazione in classe e diminuire il disagio dei docenti e degli allievi;
  • Trovare le mediazioni necessarie a lavorare nelle condizioni esistenti quando non è possibile immaginare che queste cambino;
  • Costruire insieme, poiché ci sono più occhi che guardano, un’immagine complessa degli allievi per capire meglio come interagire con loro.

3.     Promuovere la cooperazione attraverso la ricerca e l’integrazione di differenti metodologie didattiche:

  • Utilizzare le facoltà metaforiche della mente per costruire spazi simbolici – o spazi traslati – in cui, sia i giovani sia i docenti, possano stabilire nuove connessioni tra le proprie emozioni e quanto vanno apprendendo dalle discipline. Attraverso queste esperienze si rallenta l’urgenza del fare e si favorisce lo sviluppo del pensiero riflessivo;
  • Rafforzamento della metodologia laboratoriale come modalità di lavoro finalizzata a favorire la riattivazione del desiderio di apprendere e l’inclusione dei giovani alunni demotivati;
  • Utilizzare le nuove tecnologie per sostenere la flessibilità dei percorsi, la loro personalizzazione, la trasparenza della valutazione, la leggibilità delle qualifiche.