Noi siamo i Maestri di Strada

CHI

Chi lavora con Maestri di Strada entra a far parte di un gruppo di professionisti di varia formazione e storia che collaborano in modo sereno ad una impresa difficile non sulla base di un credo ideologico o teorico ma sulla base della pratica educativa e della continua riflessione di gruppo su di essa.
Circa quaranta persone, giovani per anagrafe o rese giovani dal continuo cambiamento che l’essere a contatto con i giovani comporta, lavorano a promuovere la cittadinanza dei giovani, ed a promuovere la partecipazione delle comunità di vita all’impresa educativa.

COME

Maestri di Strada interviene rispetto ai sogni, alle aspettative e alle insicurezze connesse all’essere giovani e alle fasi di transizione, con figure di riferimento accoglienti e rassicuranti, creando relazioni forti e protettive rispetto ai rischi e alle difficoltà che occorre affrontare per diventare adulti.
I Maestri di Strada lavorano ad accogliere nuovamente nei processi sociali e di cittadinanza tutti quelli che per vari motivi non hanno potuto partecipare alle occasioni già offerte dalle istituzioni scolastiche e sociali.

COSA

Maestri di strada:
• Progetta, realizza verifica e riflette su azioni educative finalizzate a sostenere un’idea di scuola adeguata alla complessità della vita sociale attuale
• Diffonde le pratiche educative efficaci per affrontare compiti educativi complessi
• Costituisce gruppi di lavoro integrati per prevenire ogni fenomeno di dispersione delle risorse personali e delle energie vitali
• Fornisce sostegno ai giovani nelle fasi di transizione, scolastica, sociale, di ruoli quando l’identità ed il sé sono messi in forse

Maestri di Strada sostiene i giovani nel costruirsi un progetto di vita secondo le proprie risorse anche in condizioni difficili.

I Maestri di Strada costituiscono una comunità di apprendimento e di azione in cui si formano educatori e docenti ed è in grado di progettare e realizzare azioni di sostegno ai giovani che vogliono uscire dalla condizione di esclusione.

Maestri di Strada affronta i fenomeni sociali di emarginazione nelle loro dimensioni psichiche e personali, oltre che culturali ed economiche.
Lavorando sulla "emarginazione interiore" diamo voce al nucleo delle difficoltà dei giovani ad impiegare le proprie risorse per crescere.

Lo scenario

«Per insegnare ad una persona che vive situazioni difficili, la prima cosa è vivere insieme a lei il suo dolore ed usare il sapere per aiutarla ad uscirne»

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I dati degli ultimi anni, specialmente per quanto riguarda la Campania, parlano da soli.
Il 29,9% degli studenti degli istituti superiori, infatti, non riesce a conseguire il diploma. A Napoli sono il 35% e ancor di più negli istituti tecnici, d’arte e professionali.
La dispersione si concentra nel primo anno, con una percentuale del 16,1% a Napoli.
Il dato complessivo è che il 23% dei giovani tra 18 e 24 anni sono del tutto emarginati: non lavorano, non studiano, né sono in corsi di formazione professionale.

Fonte: Censis

Il fenomeno della dispersione scolastica si inserisce in un più vasto fenomeno di dispersione delle risorse dei giovani uomini e delle giovani donne nel processo di crescita, ed è all’origine sia di vistosi fenomeni di abbandono scolastico sia di un ben più diffuso fenomeno di difficoltà educativa nella relazione tra giovani generazioni e mondo adulto.
Tra i giovani il disagio esistenziale acuto è ormai un fenomeno che oltrepassa i limiti delle classi sociali ed il “normale” disagio della civiltà che è comune a tutti gli uomini che vivono la propria esistenza cercando un significato.

I fenomeni di disagio a scuola in realtà sono sintomo di un malessere più generale che riguarda la crisi dei ruoli adulti portatori di regolazione e di contenimento rispetto alle necessarie oscillazioni connesse alla crescita.
Le figure adulte dovrebbero rappresentare i garanti sociali e psichici dell’apprendimento, ma sembrano essersi ritirate da questo ruolo, assumendo a loro volta comportamenti immaturi e di poca responsabilità.

Il mandato sociale della scuola, intanto, è diventato un mandato paradossale, per cui mentre da un lato abbiamo una scuola incentrata sulle discipline, la richiesta è di una scuola incentrata sulla formazione umana e professionale. E, se da un lato si vuole alimentare la competizione sociale, d’altro canto non si vorrebbero vittime nella cosiddetta corsa al successo. Ne consegue per la scuola, per gli educatori e per i docenti un mandato paradossale che richiede formazione umana e professionale seria e regolata, ma alimenta in ogni modo la poca responsabilità, la sostituzione delle merci alle relazioni, la competizione invidiosa piuttosto che la cooperazione.

Il diritto alla scuola non può essere un diritto formale, ma un diritto esigibile, esiste solo se si realizza praticamente: la frequenza scolastica deve essere garantita attraverso opportune strategie che favoriscono la partecipazione anche di quelli poco motivati e che vivono forti disagi.

Contro la dispersione scolastica l’unica strada è andare là dove i giovani stanno con la mente e con il cuore, assumere il loro disagio esistenziale e sociale come l’unica materia prima con cui edificare il proprio progetto di vita.
Maestri di Strada significa solo questo.