Laboratorio di Trucco

"Non ti preoccupare, ti farò stupenda e caccerò le tue bellezze che hai già ma non te ne sei accorta ancora....poi vedrai!" Cit. Patty Guadagnuolo

 

Il laboratorio di trucco è stato pensato per tutte quelle ragazze un po' più timide, che non riescono a mettersi in gioco nei laboratori più da "esposizione", come quello di musica o teatro. Qui invece imparano pian piano ad aprirsi, sia con noi che con gli altri e, per qualcuna poi, è servito anche come trampolino di lancio per partecipare agli altri laboratori. Ma ovviamente il laboratorio è aperto a tutti, anche a chi invece usa il trucco proprio per esporsi di più e non ha paura di osare....anche troppo. 

Il laboratorio di trucco nasce da un idea ben precisa: quella di esaltare i pregi e coprire i difetti, ma non ci si riferisce solo all' estetica, bensì anche alle componenti emotive e caratteriali. Spesso piu che truccare le ragazze, ci siamo trovate a struccarle... A togliere strati di fondotinta, cipria e fard troppo marcati, quasi come se togliessimo scudi di protezione. Le ragazze ci danno la possibilità di entrare nei loro vissuti più profondi, anche dolorosi, permettendoci e permettendosi di proteggerle. Spesso questo laboratorio assomiglia ad un salotto in cui un gruppo di amiche di età diverse si raccontano le proprie esperienze e si danno consigli. Il trucco è il mezzo attraverso cui le ragazze imparano a conoscere aspetti del proprio mondo interno ed entrare nell'età adulta imparando a valorizzarsi. Ogni anno ci troviamo di fronte ad un percorso che non finisce mai; anche noi impariamo da loro e questo ci permette di crescere insieme, sia come singoli che come gruppo comunitario.

A tutto ciò si unisce anche l'attività lagata ad un trucco più artistico, sia per le rappresentazioni teatrali che per le parate di carnevale.

Timeline

Osservazione laboratorio trucco

Territorio: San Giovanni a Teduccio.
Esperto: Barbara di Domenico
Laboratorio: Trucco
Osservazione di: Antonella Riccardi

Finalmente ho la possibilità di vedere da vicino i laboratori territoriali, sui quali avevo letto e sentito molte cose, ma viverli in prima persona è diverso. Innanzitutto resto colpita dal Centro Asterix e soprattutto dalla sala teatro: grande, curata e penso che ha davvero poco da invidiare ai piccoli/medi teatri della nostra città e mi chiedo il perché quel posto non venga sfruttato in tutte le sue potenzialità, notando un gran numero di sale che mi dicono essere inutilizzate.
Prima di iniziare, vedo arrivare il pulmino che accompagna i ragazzi al Centro e da lì si precipita verso Barbara (l’esperta di trucco) Cinzia, una ragazzina di 13 anni che, con una certa esuberanza e sicurezza, abbraccia, bacia e “morde”Barbara sulla guancia, a dimostrazione del suo affetto. Barbara mi spiega che Cinzia è una ragazzina che le ha dato non pochi problemi all’inizio, ma che ora si è inserita piuttosto bene. Siamo pronti per salire al piano superiore, dove si svolgeranno i laboratori di arte e trucco.
Le ragazze del laboratorio di trucco sono circa 10, alcune molto emozionate, altre più passive. Barbara decide di spiegare le sfumature agli occhi ed approfittando di alcuni consigli sul trucco che avevo chiesto all’esperta, lei decide di affidarmi completamente nelle mani di Cinzia, che dovrà truccarmi per una cerimonia e spiegarmi i trucchetti del mestiere. Cinzia da subito sembra molto eccitata: inizia velocemente a struccarmi e chiede i ferri del mestiere a Barbara come se fossero i suoi. Da subito noto che con me è molto gentile, parla in italiano (non nel dialetto usato fino a quel momento) e mi tratta con dolcezza, chiedendomi più volte se mi facesse male, non so se perché ero una “sconosciuta” o perché si fosse perfettamente calata nella parte. Mentre mi trucca mi spiega il perché mette quel prodotto e come farlo nel modo più corretto e se sbaglia mi dice <<nun o’ dicere a Barbara>>.
Dopo che Barbara mostra a tutte le ragazze come eseguire una sfumatura sul mio occhio sinistro, dice a Cinzia di fare lo stesso sull’altro occhio e lei inizia subito ed in breve tempo riesce ad eseguire il compito. È contentissima del risultato ottenuto ed orgogliosa mostra il lavoro a Barbara.
Nel frattempo noto anche le altre ragazze: c’è chi si trucca in modo troppo pesante, chi in modo inappropriato e chi invece come fanno le bambine quando provano di nascosto i trucchi della mamma. Mi colpisce anche Luisa: non sembra per nulla interessata al trucco e tenta più volte la fuga, ma viene continuamente riportata in classe dall’educatrice Chiara e da Barbara. Credo voglia attirare l’attenzione in altro modo, visto che non sapendo truccare, non riuscirebbe ad attirare Barbara su di sé come le altre.
Durante la pausa si approfitta per fare due chiacchiere: Barbara spiega che il tipo di trucco elaborato oggi non è certo adatto alla loro età e che dovranno passare molti anni prima di poterlo applicare su se stesse.
Si inizia poi casualmente a parlare di figli e chiede a che età vorrebbero averne uno. C’è chi dice a 35, chi più in là possibile e Cinzia (l’unica fidanzata tra le ragazze) risponde <<che ne saccio…quando capita>> e allora Barbara chiede <<e quando può capitare, anche domani?>> e lei <<noooo, e se capita riman io o accir>>; <<a chi? Al tuo fidanzato?>> e lei <<noooo, chill è omm…ccadd’a fa? Addà j de prostitute?>> e a quel punto abbiamo capito che se “fosse capitato” ad essere “accis” sarebbe stato il bambino. Ma Cinzia ci tiene a puntualizzare che per ora il suo fidanzato deve accontentarsi di baci e carezze e che se non gli va bene <<se ne po’ pure j , pecchè già è tant che maggje mise a ffa ammor a 13 anne>>.
Dopo l’ennesimo tentativo di fuga, rientra Luisa e Barbara le chiede se è fidanzata. Lei risponde di no e dice << a me i ragazzi non mi piacciono>> e dopo 5 minuti si contraddice, dicendo che il ragazzo che le piace l’ha visto in vacanza ed anche lì al centro Asterix. Allora Barbara cerca di farla aprire un po’ di più, ma lei sembra non volersi confidare e quando parla noto che ha sempre la testa bassa e lo sguardo sfuggente; poi mentre Barbara parla con le altre, la interrompe più volte dandole nuove notizie, anche se nessuno le aveva chiesto più nulla. Poi, ad un certo momento, esordisce, con un detto che le ripete sempre sua mamma, ammonendola su un eventuale fidanzato: << Pizzeche e vase nun fanno pertuse , ma a’ ciaccarella nun se tocc’!>>.
Ed è così che me ne vado dal laboratorio, avendo imparato molto sul trucco, ma anche sulla saggezza popolare napoletana.
 

28 maggio 2015

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