Scuole di comunita'

BOZZA  di   Intesa tra MIUR e Fondazioni per la realizzazione di progetti integrati di cittadinanza giovanile centrati sul successo formativo. Questa proposta è all’attenzione di alcune fondazioni e del Ministero per vedere se è possibile un accordo di collaborazione.

Progetto di sostegno alle reti di scuole che si impegnano ad interagire con le comunità territoriali e per creare con tutti gli operatori una comunità attiva ed aperta per l’esercizio e  l’apprendimento delle professioni educative.

Obiettivo del progetto è lo sviluppo di scuole di comunità. In queste scuole si favorisce lo sviluppo di legami sociali nel territorio e con il territorio,  ed il territorio sostiene l’azione educativa della scuola.

Nella scuola di comunità la partecipazione  attiva dei genitori e dei cittadini portatori di competenze è considerato un elemento di qualità indispensabile a sostenere la crescita dei giovani. Lo sviluppo di competenze pratiche, lavorative e cooperative qualifica le conoscenze concettuali-astratte dei giovani;  le pratiche di cooperazione e di dialogo culturale  sono la base per uno sviluppo della persona individualmente forte perché socialmente attiva.

Lo sviluppo di una simile ‘scuola di comunità’  è strettamente collegato ad una “comunità professionale che apprende” ossia ad un modo di esercizio delle professioni educative che mette al centro una pratica riflessiva di gruppo. Questa consente un apprendimento continuo dall’esperienza e quindi un apprendimento continuo dalle relazioni che un gruppo educativo stabilisce con il contesto.  In tal modo un gruppo educativo si pone nel territorio come  un agente di sviluppo umano in grado di generare nuovi modi di convivenza, nuova cittadinanza e elementi di economia civile.

La tenuta di un gruppo di professionisti riflessivi non è frutto di spontanea evoluzione ma al contrario è dovuto alla presenza di un sottogruppo di professionisti rigorosi nel favorire le interazioni multiple tra diversi ambenti di apprendimento e stratificate complessità. Tali professionisti si pongono come leadership non gerarchica in grado di dare senso e voce ai movimenti dei gruppi umani in cui agiscono e quindi come interlocutore terzo rispetto alle necessarie strutture gerarchiche e di potere.

La funzione di riflessione ed apprendimento è quella che garantisce la capacità istituzionale - inclusiva, ossia la possibilità di istituire-includere ciò che è fuori della comunità e di riprendere dentro chi ne fosse fuoriuscito. La capacità di dialogare e riammettere in società quelli che sono ai margini, nelle periferie non rappresenta una funzione residuale dell’organismo comunitario ma in realtà la sua funzione vitale: la capacità di nutrirsi dal contesto.

Una comunità di apprendimento attraverso l’atto conoscitivo stabilisce già un legame inclusivo con  chi è altro da sé; le cose e le persone che si conoscono diventano familiari e degne di rispetto. Una comunità di apprendimento  quindi attraverso il tessuto di legami, e le pratiche riflessive  è attiva nell’accogliere ed includere ciò che è altro da sé. Viceversa la chiusura conoscitiva e l’angustia professionale producono emarginazione interiore, interdetti cognitivi ed emotivi che accrescono l’infelicità personale e ostacolano la costruzione di legami sociali.

Il lavoro inteso come pratica cooperativa  che trasforma insieme i contesti e gli attori rappresenta un necessario sviluppo delle attività riflessive e di pensiero ed il momento in cui la comunità si proietta nel tempo. Senza immaginare un futuro insieme ai giovani, senza offrire loro una possibilità di impegnarsi nel lavoro, una comunità non può esistere.

La permanenza nel tempo, ancorata al territorio di una comunità di apprendimento è la garanzia che le strutture istituzionali non diventino chiuse irrigidendosi in prassi stanche ed insignificanti.

L’obiettivo di questo progetto è quindi di sostenere insieme la funzione istituzionale della comunità centrata sulle pratiche riflessive e l’apprendimento professionale ed insieme la funzione produttiva delle comunità centrata sulla partecipazione giovanile alla vita sociale anche attraverso il lavoro.

Il progetto sostiene quindi quelle reti di scuole che si costituiscano con l’obiettivo esplicito di realizzare una scuola di comunità in cui la partecipazione attiva della comunità territoriale, dei genitori, dei cittadini attivi e competenti sia assunta come requisito minimo. E che considerano  la presenza di professionisti riflessivi esperti nell’ascolto attivo, nella conduzione di gruppi di apprendimento professionale, nella produzione di senso dentro dinamiche complesse e caotiche, quale garante dello sviluppo di tale comunità.

All’interno di queste reti deve costituirsi anche un polo formativo che offra ai giovani la possibilità di crescere non solo nei banchi ma cimentandosi con il lavoro nella sua dimensione di impresa, di servizio alla società, di sfida personale, di apprendimento di competenze cooperative e professionali.

Una simile rete, trovati gli assetti giuridici opportuni, si inquadra come attore concreto per realizzare l‘autonomia funzionale della scuola e il principio di sussidiarietà.

In concreto la rete deve contemplare

la partecipazione di un’organizzazione socio-educativa del territorio,

la partecipazione di organizzazioni formali ed informali dei genitori,

la presenza di figure professionali di sistema che rispondono alla comunità e della comunità,

attività di formazione permanente di tutti gli operatori professionali e non,

la presenza di attività socio educative basate nella scuola e nel territorio,

la presenza di almeno un corso di formazione professionale,

una attività di partecipazione della comunità al finanziamento delle diverse azioni previste, attraverso un fondo autogestito.

La fondazione Sn Zeno finanzia sulla base di un progetto, le attività per un triennio al termine del quale, sulla base di una ricognizione delle nuove risorse acquisite  e di un piano di ulteriore autonomo sviluppo potrà essere finanziato in misura ridotta o lasciato alla sua raggiunta autonomia.

Il MIUR assume i seguenti impegni:

a)    condividendo la metodologia dell’iniziativa invita le scuole individuate ad aderire all’iniziativa

b)   favorisce le scuole individuate nell’acquisire ulteriori risorse finalizzate al raggiungimento degli obiettivi. Ad esempio CTP, finanziamento dei Centri Risorse per la Dispersione Scolastica ….

c)    stabilisce un monitoraggio sul progetto ed opportune iniziative di diffusione in tutto il sistema scolastico delle conoscenze circa le pratiche significative

d)   valuta, sulla base dei risultati e di una approfondita conoscenza delle metodologie adottate la possibilità che le scuole della rete possano ampliare l’ambito dell’autonomia funzionale concedendo alle stesse lo status di scuola speciale.

e)    Valuta la possibilità di fornire a queste reti di scuole risorse umane aggiuntive con modalità analoghe a quelle previste per le comunità terapeutiche.

f)     Promuove nella conferenza Stato Regioni il contributo delle Regioni allo sviluppo di queste reti.

Se al termine dei tre anni il MIUR non ha ritenuto opportuno sostenere tali reti di scuole di alcuna delle risorse indicate, né assume impegni per il futuro, il progetto viene chiuso.

Il finanziamento dovrebbe essere nell’ordine dei

a)    20-30  mila euro per sostenere lo sviluppo della comunità educante attraverso la presenza delle figure professionali adeguate e attività di sviluppo professionale riflessivo degli operatori.  Tale finanziamento è esplicitamente integrativo di risorse già esistente e sarà concesso solo a reti che dimostrino di aver già finalizzato risorse proprie al raggiungimento degli obiettivi.

b)   50-60 mila euro per sostenere un centro di formazione professionale finalizzato a migliorare i processi di inclusione di giovani altrimenti emarginati.

Questo secondo progetto si innesta necessariamente sulla istituzione di classi di IeFP  (Istruzione e Formazione Professionale) da parte delle scuole della rete,  e per queste classi il progetto fornisce:

supporto socio-educativo

recupero di lacune pregresse nelle competenze di base

più ampie possibilità di fruire di laboratori professionali, stage, alternanza scuola lavoro.

Bozza per una intesa tra MIUR e Fondazione

VISTO

che la legge 15 marzo 1997, n. 59 "Delega ai Governo per ii conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti loca li, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa "al fine di realizzare l’autonomia e la riorganizzazione dell'intero sistema formativo ha attribuito, ai sensi dei comma 1 art. 21, "Ie funzioni dell'Amministrazione Centrale e periferica della Pubblica Istruzione, in materia di gestione dei servizio di istruzione, alle istituzioni scolastiche, attuando a tal fine anche l’estensione ai circoli didattici, alle scuole medie, alle scuole e agli istituti di istruzione secondaria, della personalità giuridica degli istituti tecnici e professionali e degli istituti d'arte ed ampliando l’autonomia per tutte le tipologie degli istituti di istruzione, anche in deroga alle norme vigenti in materia di contabilità dello Stato". Il comma 9 dell'art. 21 della stessa legge specifica che "l'autonomia didattica e finalizzata ai perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e dei diritto ad apprendere";

che il D.P.R. n.275dell’ 8 marzo 1999 “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, all’art1 afferma che  “... ( ... ) ... Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa, nel rispettalo delle funzioni delegate ... (... ) ...”  e all’ ert.21:

“ ... (...) ... Le funzioni dell'Amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione in materia di gestione del servizio di istruzione ... ( ... ) ... sono progressivamente attribuite alle istituzioni scolastiche ... ( ... ) ... Con uno o più regolamenti da adottare, ... ( ... ) ... ai fini della realizzazione della autonomia delle istituzioni scolastiche ... (... ) .. .fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio nonché gli elementi comuni all'intero sistema scolastico pubblico in materia di gestione e programmazione definiti dallo Stato.

“Le istituzioni scolastiche ... ( ... ) ... hanno autonomia organizzativa e didattica, nel rispetto degli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e degli standard di livello nazionale”.

“L 'autonomia organizzativa e finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico ... (. .. ) ...fermi restando ... (... ) ... il rispetto dei complessivi obblighi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi”

che il comma 4 dell'art. 2 dei Decreto Ministeriale n. 251 dei 29 maggio 1998 "programma nazionale di sperimentazione dell'organizzazione scolastica" stabilisce che "Ie Istituzioni Scolastiche collocano le loro iniziative ln una prospettiva di cooperazione con le altre unità scolastiche operanti sul territorio favorendo l’organizzazione di reti di scuole ln senso orizzontale e verticale anche sulla base di accordi per la realizzazione di progetti comuni di iniziative e di formazione e di progetti per l’uso integrato delle risorse e dei servizi;

che il comma 1 dell'art.1 dei capo I della Legge 328/2000, Legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, asserisce che "La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà social e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione;

che l’articolo 1 comma 1, 3 lettera i) deli a legge 28 marzo 2003, n.53 recante "Delega ai Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale" "ai fine di favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno e delle scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori, in coerenza con ii principio di autonomia delle istituzioni scolastiche e secondo i principi sanciti dalla Costituzione, annovera, nel piano programmatico di interventi finanziari, azioni di orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione dei diritto -dovere di istruzione e formazione;

che con la legge n. 53 dei 2003, di cui ai precedente punto, tutto l’impianto suddetto viene completamente ridefinito in quanto all'art. 2, comma 1 lett. C, viene sancito un diverso istituto giuridico che e quello dei "diritto-dovere" all'istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, sino ai conseguimento di una qualifica entro ii diciottesimo anno di età: nel dettaglio, vi si afferma che, " ...nei termini anzidetti di diritto all'istruzione e formazione e di correlativo dovere, viene ridefinito ed ampliato l‘obbligo scolastico di cui all'art. 34 della Costituzione, nonché l’obbligo formativo introdotto dall'art. 68 della legge n. 144 dei 1999";

che ii comma 2 dell'art. 3 dei Decreto Legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 " Definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e ai primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n. 53" prevede che "i docenti curano la personalizzazione delle attività educative, attraverso la relazione con la famiglia in continuità con il primario contesto affettivo e di vita delle bambine e dei bambini, ai fine dei conseguimento degli obiettivi formativi";

che ai Capo III intitolato " I percorsi di istruzione e di formazione "del Decreto Legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 "Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi ai secondo ciclo dei sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53" riordinando ii secondo ciclo dei sistema di istruzione e formazione ii Legislatore ha inteso individuare agli artt. 15 e 16 i livelli essenziali delle prestazioni, tra cui "Ia personalizzazione dei percorsi scolastici e formativi, per fornire allo studente, attraverso l’esperienza reale e la riflessione sull'operare responsabile e produttivo, gli strumenti culturali e le competenze professionali per !'inserimento attivo nella società, ne! mondo dei lavoro e nelle professioni";

che con Decreto Ministeriale 22 agosto 2007, n. 139 il Ministero della Pubblica Istruzione afferma che l’istruzione obbligatoria e impartita per almeno dieci anni ed e finalizzata ai conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro ii 18° anno di età, con ii conseguimento dei quali si assolve ii diritto/dovere di cui ai decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76;

che ai comma 1 dell'art.3 dei D.P.R. 21 novembre 2007, n. 235 "Regolamento recante modifiche e integrazioni ai D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria" si sancisce ii patto educativo di corresponsabilità sottoscritto da genitori e studenti, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti-doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie;

Premesso

che un sistema di welfare sociale efficiente, orientato all'attuazione di una politica sociale di "Community -care" e finalizzato alla gestione della complessità della domanda sociale, deve essere pensato sempre meno come erogatore di servizi e interventi e sempre più come agente di sviluppo umano che attiva e coordina le risorse di ciascuno in una dinamica di sussidiarietà orizzontale;

che il lavoro, la formazione al lavoro, l'alternanza scuola-Lavoro costituiscono per i giovani un'opportunità di grande valore emozionale e formativo

che l’istruzione di base che si realizza nei contesti e con essi si confronta risulta essere un potente fattore di sviluppo della singola persona e della comunità

Considerato

che tra gli strumenti disponibili per recuperare competenze di base pregresse e competenze professionali necessarie all’attività lavorativa ci sono i Centri Permanenti Territoriali di educazione degli adulti e la formazione professionale

che in molte zone emarginate del paese  questi due strumenti sono già  utilizzati per recuperare giovani che hanno abbandonato precocemente gli studi

che nel recupero dei giovani restati esclusi il recupero delle capacità relazionali e cooperative, nonché delle motivazioni interiori è prioritaria; considerato quindi che alle necessarie competenze di base e a quelle professionali vanno aggiunte le competenze relazionali e di cittadinanza indispensabili per partecipare alla convivenza civile

che qualsiasi progetto voglia affrontare il tema in oggetto è un progetto complesso  e che fa della sperimentazione e della riflessione il centro della sua capacità di reinventare percorsi personalizzati per gli allievi presi in carico

che la fondazione San Zeno ha nella sua mission lo studio la formazione ed il lavoro e che la stessa ha contribuito a realizzare progetti di inclusione sociale attraverso l’istruzione in molte zone emarginate del paese e per i giovani emarginati delle aree ricche del nord Italia

Si stabilisce quanto segue:

 

IL MIUR promuove la formazione di reti finalizzate ad integrare le risorse di ordini di scuole diverse e a costituire poli territoriali per la cittadinanza giovanile  in cui sotto la responsabilità di un unico gestore si realizzino attività di recupero delle competenze alfabetiche, sviluppo della formazione professionale, sostegno alla crescita personale attraverso attività socio-educative.

Fondazione San Zeno fornisce un sostegno a questa rete consistente in:

A) Laboratori per il recupero integrato di competenze alfabetiche, competenze professionali e partecipazione attiva ala cittadinanza

20.000  euro  per la remunerazione di personale destinato a:

- istituire laboratori scientifici e/o  professionali in orario aggiuntivo e/o per migliorare quelli in orario curricolare

10.000 euro per attività socio  educative ed educazione di comunità

10.000 euro per materiali ed attrezzature

10.000 euro per il pagamento di ore aggiuntive destinate a partecipare alle attività riflessive

10.000 euro per il pagamento di ore aggiuntive al personale in servizio e destinate a favorire la codocenza ed il lavoro preparatorio dei moduli didattici

B) Sostegno socio-educativo a progetti integrati di recupero scolastico realizzati con risorse proprie

20-30.000 euro

Il MIUR si impegna a far confluire in dette reti altre risorse finanziarie e professionali  previste per le scuole di quel territorio in modo da favorire la più completa integrazione delle risorse

Il MIUR riconosce ai docenti impegnati nelle predette attività tutti gli attributi normalmente riconosciuti al lavoro aggiuntivo e riconosce la particolare qualificazione conseguita dai docenti  impegnati in detti progetti.

I fondi vengono attribuiti dalla fondazione San Zeno all’Ente gestore del Polo integrato sulla base di un progetto da cui risulta la formale costituzione della rete, l’inserimento del progetto nei POF delle scuole coinvolte, le risorse mobilitate  dal ministero.

La fondazione San Zeno fornice al ministero l’elenco delle zone o delle esperienze che intende valorizzare sulla base delle conoscenze e delle indagini condotte dai suoi esperti. Il progetto sarà attivato solo per le situazioni in cui il MIUR esprimerà il suo impegno di collaborazione  con le proposte formulate dalla Fondazione San Zeno.

Fondazione San Zeno provvederà ad effettuare un monitoraggio indipendente relativo al progetto e ai suoi risultati e si riserva la facoltà di divulgarne i risultati in ambito scientifico con apposite giornate di studio.

In sede di prima realizzazione Fondazione San Zeno propone di realizzare  detto progetto nelle seguenti località:

Palermo – Borgovecchio

20.000

Palermo quartiere Zisa - Laboratori integrati

60.000

Cosenza  via degli stadi – Sostegno socio educativo per  il Parco Educativo

20.000

Lamezia Campo Scordovillo – Sostegno socio educativo per la rete…

20.000

Napoli - Scampia - Sostegno socio educativo per  la rete ROM

20.000

Napoli - Ponticelli San Giovanni Barra -– Sostegno socio educativo per  4 reti

80.000

Napoli - Ponticelli San Giovanni Barra - Laboratori integrati per 2 reti

120.000

Bari – Sostegno socio educativo per  rete quartiere Giovanni XXIII

20.000

Reggio Emilia – Laboratori integrati

60.000

Verona– Laboratori integrati

60.000

Genova -Municipio 5 - Valpolcevera – Laboratori integrati  Rete di scuole

60.000

Bologna – San Donato - Sostegno socio educativo per  la rete Besta

20.000

Roma –Testaccio –Città dei ragazzi - Sostegno socio educativo per la rete Ca

20.000

Roma Piazza Vittorio - Sostegno socio educativo per  la rete Di Donato

20.000

Milano Rete Rozzano (+Gratosoglio + Bollate?)

20.000

Totale

620.000

 

 

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