Fare scuola in contesti difficili - 2

Percorso di riflessione professionale

e avvicinamento al compito per docenti precarianche per quelli che potrebbero essere impiegati nel 

 “Programma Operativo Nazionale: “Competenze per lo Sviluppo” - 2007IT051PO007

finanziato con il Fondo Sociale Europeo Annualità 2010/2011.

Interventi integrati rivolti alle Istituzioni scolastiche della Regione Campania,

per promuovere il successo scolastico

con particolare attenzione a tutte le categorie a rischio di marginalità sociale.”

Cari amici,girate questa comunicazione  a quanti ritenete possano essere interessati a partecipare ad un corso gratuito per migliorare le proprie competenze in relazione all'insegnare ed educare in contesti difficili.

Il decreto 'salvaprecari' e le iniziative locali che seguono, hanno avvilito la questione di questi docenti a mera questione salariale. Questa nostra iniziativa vuole essere una occasione per affermare una professionalità docente che non è flessibile per prostrarsi alle alchimie di orari ed organizzazioni che riducono l'insegnamento ad una prestazione ad ore (come chi pratica la nobile arte dell'idraulico o dell'elettricista, solo che noi abbiamo a che fare con gli umani e non con i tubi) ma è creativa ed interattiva - e quindi flessibile - non per adattarsi ma per creare condizioni migliori all'apprendimento e al lavoro docente:

dalla flessibilità imposta in funzione del mero comando alla creatività professionale in funzione del progresso civile. 

Questo potrebbe essere lo slogan per rivendicare ai precari, non solo a quelli della scuola, una qualità professionale avanzata e fortemente impegnata.  Ed il messaggio riguarda anche un modo di fare sindacato e di fare politica che spesso ripercorre strade inefficaci, mentre la difesa delle condizioni di lavoro e salariali non si può fare al di fuori di un contesto  di dignità professionale e di missione civile, qualità indispensabili  per chi lavora per la conoscenza e per la crescita delle nuove generazioni.

Dunque se vi pare di condividere questi spunti attivatevi per far conoscere l'iniziativa.

Per quanto riguarda i docenti non precari, possono segnalare il proprio eventuale interesse per un corso d questo tipo, probabilmente abbiamo posto anche per loro, se no organizziamo qualcosa in futuro.

Da questo punto comincia la comunicazione più formale che potete stampare e diffondere 

ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO

PER I SERVIZI ALBERGHIERI E DELLA RISTORAZIONE

"I. CAVALCANTI"con la partecipazione scientifica di

Dipartimento di Scienze Relazionali "G. Iacono"

Università degli Studi di Napoli "Federico II" Dipartimento di Studi delle Istituzioni e dei Sistemi Territoriali

Università degli Studi di Napoli “Parthenope” Dipartimento di Psicologia

 della Seconda

Università degli Studi di Napoli

Invita a partecipare al corso di formazione

ideato e promosso da Associazione Maestri di Strada ONLUS

Fare scuola in contesti difficili

Percorso di riflessione professionale e avvicinamento al compito per docenti

che pongono la propria candidatura a partecipare al

 “Programma Operativo Nazionale: “Competenze per lo Sviluppo” - 2007IT051PO007

finanziato con il Fondo Sociale Europeo Annualità 2010/2011.

Interventi integrati rivolti alle Istituzioni scolastiche della Regione Campania,

per promuovere il successo scolastico

con particolare attenzione a tutte le categorie a rischio di marginalità sociale.”

Gentile docente,la circolare del MIUR Prot.n. AOODGAI/13271 - Roma,  10 Novembre 2010, stabilisce che il “personale docente iscritto nelle graduatorie ad esaurimento di cui alla Legge n. 296 del 27/12/2006 art. 1 comma 605 lettera c) e a quello iscritto nelle graduatorie permanenti di cui all'art 554 del Decreto legislativo 297/94” possa essere  impiegato nei progetti indicati in narrativa.L’Associazione “Maestri di Strada ONLUS” (attiva da anni nel contesto locale, nazionale ed internazionale in attività per la promozione della cittadinanza giovanile attraverso educazione e l’istruzione), in collaborazione e con il patrocinio scientifico dei dipartimenti citati, e con la direzione del Dirigente Scolastico di IPSAR Cavalcanti, ritenendo che per un lavoro complesso come quello proposto sia indispensabile una attività  di riflessione professionale da parte dei docenti chiamati, ha deciso di offrire ad un certo numero di docenti questa possibilità, organizzando un breve corso gratuito di riflessione professionale ed auto aiuto tra operatori della conoscenza. Con questo corso si intende contribuire a valorizzare l’efficacia sociale e civile del progetto del MIURIl corso si fonda sulla valorizzazione dell’esperienza pregressa e sugli apprendimenti informali realizzati dai docenti precari negli anni precedenti, prevede quindi brevi introduzioni di carattere teorico e due ore di discussione in piccoli gruppi (15) condotti da esperti nella tenuta dei gruppi.Le introduzioni saranno tenute da ricercatori e docenti universitari - che hanno specifiche esperienze di assistenza ad educatori impegnati nella gestione di situazioni difficili - dei tre dipartimenti  che patrocinano l’iniziativa e da esperti dell’Associazione Maestri di Strada.Il corso avrà durata complessiva di 15 ore e si svolgerà in 5 sessioni pomeridiane (ore 16-19)

26 Novembre e 3, 6, 10, 17 Dicembre 2010

presso IPSAR Cavalcanti Via Taverna del Ferro, 80146 San Giovanni a Teduccio

(dotato di parcheggio)

I nuclei tematici degli incontri sono:1.     Tenuta professionale in condizioni difficili ossia come sviluppare la professionalità riflettendo sulle esperienze; (26 novembre 2010 ore 16-19)2.     Come sostenere l’apprendimento;3.     Come svolgere attività socio-educative ossia come sostenere la cooperazione tra gli allievi - gestire gruppi classe e piccoli gruppi;4.     Cooperazione tra docenti ossia come operare in codocenza con colleghi ed altre figure professionali;5.     Programmazione non lineare, interattiva  e partecipativa in contesti caotici ossia come riuscire a costruire un curricolo di formazione umana, sociale e professionale valorizzando le esperienze informali, gli imprevisti, le difficoltà.

Le date in cui si svolgono gli incontri successivi al primo, sono quelle indicate, ma l’argomento  trattato viene  collocato in base alle disponibilità dei relatori. I Conduttori di gruppo sono sempre gli stessi per tutta la durata del corso.Dato il carattere volontario e gratuito dell’impegno degli organizzatori del corso, si prevede di limitare il numero dei partecipanti a 100 docenti. Il comitato scientifico del corso si riserva quindi la facoltà di operare una selezione dei partecipanti sulla base di elementi professionali segnalati dai partecipanti stessi. Potranno chiedere di partecipare al corso tutti i docenti precari, sia quelli che sono già impegnati, sia quelli che potrebbero esserlo, sia quelli che per il corrente anno presumono di non trovare impiego.Le prenotazioni potranno essere effettuate solo via mail (maestridistrada@gmail.com), indicando la propria disciplina e dando informazioni (poche, significative e “autocertificate”)  sulle esperienze pregresse che siano ritenute utili ai fini della partecipazione attiva alla discussione sui temi trattati. Al termine del Corso sarà rilasciato attestato di partecipazione e sono allo studio procedure per attestare – in un successivo percorso – le competenze maturate.Ringraziando per la cortese attenzione, ci auguriamo voglia attivarsi per far conoscere questa iniziativa ai docenti che potrebbero essere ad essa interessati. 

Il dirigente Scolastico diIPSAR CAVALCANTIProf. Carmela Libertino

Schema degli argomenti che saranno discussi

1.    Tenuta professionale in condizioni difficili ossia come sviluppare la professionalità propria riflettendo sulle esperienzeUn percorso formativo complesso è come la navigazione in un mare percorso da forti correnti , grandi onde e forti venti. In queste condizioni diventa difficile la tenuta professionale, ossia mantenere la sicurezza dei propri capisaldi professionali, della propria identità e dignità.  Ci sono continue invasioni di campo, ci sono continui sconfinamenti che fanno dubitare di se stessi, del fatto che stiamo facendo veramente ciò che siamo chiamati a fare e ciò che siamo preparati a fare.  Nel mestiere di educatore ci si perde continuamente  ed è parte integrante della professionalità  non il non perdersi, ma saper riprendere se stessi dopo essersi smarriti. I gruppi di riflessione professionale e di auto aiuto professionale sono fondamentali per mantenere l’integrità personale e professionale di quanti operano in condizioni difficili. La ricchezza delle esperienze professionali  personali diventa sapere professionale e scientifico e fonte di sicurezza e di serenità solo se esiste un contenitore sufficiente contenerle e riorganizzarle.  Agendo in situazione la riflessione su esperienze  di crisi e crescita i partecipanti saranno portati a riflettere sui modi in cui è possibile difendere e tener viva la propria professionalità

2.    Come svolgere attività socio-educative ossia come sostenere la cooperazione tra gli allievi - gestire gruppi classe e piccoli gruppiL’apprendimento e la crescita sono attività sociali con risultati individuali. Nell’apprendimento  occorre sviluppare quella particolare socialità che è la cooperazione ossia l’interazione regolata che usa i concetti, le parole e le trame di pensiero quali organizzatori delle relazioni e  strutture per la produzione di artefatti dell’ingegno.  L’attività socio-educativa  è parte essenziale dei processi di apprendimento, fonte di empowerment personale e sociale  essa  è polarmente opposta all’apprendimento per travaso che suppone la passività del soggetto, e l’isolamento personale.Esistono specifiche tecniche, modi di organizzare la classe e le lezioni, di interazione tra docenti e discenti,  e di interazione all’interno dei gruppi, che favoriscono uno sviluppo individuale forte in quanto ricco di relazioni e capacità cooperative. Così come esistono modi della didattica che addestrano alla passività. Sulla base di narrazioni di esperienze concrete si sviluppa la discussione su questi temi

3.    Come sostenere l’apprendimentoL’apprendimento è n percorso complesso tra emozioni, relazioni, discipline, competenze. L’insegnamento scolastico d’aula entra in questo percorso in un modo parziale e tanto più parziale quanto più si approfondiscono gli aspetti strettamente disciplinari. Per i giovani. Per molti diversi e singolari motivi, può risultare difficile partecipare all’apprendimento e alla crescita con la semplicità e la gioia che dovrebbe ad essa accompagnarsi. Molti docenti hanno difficoltà a  decentrare il proprio punto di vista  e vedere che un ottimo insegnamento non necessariamente trova rispondenza a in un buon apprendimento. Ciò è fonte di frustrazione disagio,  difficoltà anche nelle relazioni. In queste sessioni di lavoro, sulla base di esempi concreti si propongono metodologie adatte a migliorare la didattica dal lato dell’apprendimento e a costruire  interazioni nuove e complesse tra chi insegna e chi apprende.

4.    Cooperazione tra docenti ossia come operare in codocenza con altri docenti ed altre figure professionaliSe nei processi di crescita ed apprendimento viene coinvolta la complessità della persona, delle sue emozioni, dei suoi sentimenti, dei suoi saperi, delle sue competenze, allora chi vuole educare non è una persona o una collezione di persone, ma un gruppo coeso in cui circolano  tra tutti le competenze relative alla complessità della persona ed insieme ciascuno dispone di competenze specifiche riguardanti articolazioni dell’umano.  Il lavoro educativo richiede necessariamente cooperazione tra diverse figure professionali  tra diversi saperi pratici, diverse discipline accademiche.  La co-docenza riguarda una modalità concreta di operare in classe in cui funzioni di guida e di affiancamento si alternano con continuità così come deve accadere in un qualsiasi attività complessa in cui non sia data la linearità dei percorsi o la gerarchia di saperi e professioni.  Analisi delle migliori esperienze di codocenza realizzate nei progetti educativi.

5.    Programmazione non lineare, interattiva  e partecipativa in contesti caotici ossia come riuscire a costruire un curricolo di formazione umana, sociale e professionale valorizzando le esperienze informali, gli imprevisti, le difficoltàLa programmazione educativa per tutto quanto si è detto in precedenza non è un processo lineare, non è un processo solitario, non è un processo freddo. Complessità, interazione, partecipazione emotiva degli attori sono ingredienti indispensabili di una buona programmazione attenta ai bisogni singolari della persona.  Ma il fatto stesso di porre attenzione a questi elementi sviluppa  una situazione caotica, ossia non prevedibile ed in quanto tale non programmabile. Almeno non programmabile secondo sequenze lineari. E tuttavia proprio in questi casi si rivela l’importanza decisiva della programmazione intesa come trama di pensiero e di azione in grado di intercettare l’imprevisto,  le esperienze informali dello stato nascente, l’orientamento ossia ciò che sorge tra i giovani e chi di loro si cura,  le difficoltà che sono sfida all’intelligenza pedagogica e professionale di tutti gli attori.Proprio in questo tipo di programmazione, fatta di ascolto, di indagine sulle preesistenze, di valorizzazione delle asperità che diventano punti di appoggio forse è molto esperta per definizione – e forse senza saperlo – la nobile schiatta dei precari che si trova per forza ad operare il condizioni mutevoli e in percorsi che non ha non programmato, in  situazioni spesso compromesse da  avvicendamenti eccessivi.  Alla precarietà della condizione salariale e contrattuale  forse corrisponde una resilienza educativa che è risorsa da mettere in valore. In questa sessione  si pensa di condividere con i partecipanti esperienze positive di programmazioni educative che sono riuscite ad andare oltre il muro delle programmazioni lineari ed unilaterali.

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