Uno speciale mandato per l'assessore all'istruzione

Ho scritto il testo "maestri a Piedi scalzi" per dire di alcune questioni  riguardanti la scuola. E un testo troppo lungo, ho riscritto gli stessi concetti molto più in breve.

Caro Sindaco,

hai cominciato una campagna di ascolto dei partiti che hanno contribuito alla tua elezione. Fai bene, ma anche io ho contribuito e non sono iscritto a nessun partito. Se hai avuto il 65 per cento dei voti, lo sai bene, è perché ci sono stati tanti come me e penso che oggi il tuo primo dovere è di chiederti in ogni momento cosa vogliono queste persone. Tu hai acceso delle speranze, dei sogni ed è molto difficile essere all’altezza dei sogni. Un sogno che hanno molti giovani è quello di poterci essere, di poter costruire qualcosa, di essere utili alla loro città. Noi Maestri di Strada lavoriamo da anni a dire ai nostri giovani perduti nelle periferie, avviliti da una vita sociale in cui nessuno sguardo amico si posa su loro: siete importanti, la città si aspetta molto da voi, e sempre vediamo che i giovani ci ricambiano, che si fidano di noi in una misura per noi pesante perché non sappiamo se siamo all’altezza dei loro sogni. Io sono vecchio e ho imparato a gestire i miei sogni, a vedere in piccole realizzazioni, e a desumere da pochi indizi che forse il mio sogno si realizza, e poi ho imparato che alla notti da incubo seguono prima o poi quelle dei bei sogni. I giovani hanno meno esperienza e hanno bisogno di segnali più forti ed esperienze più significative.

Ogni anno, quando ancora potevamo occuparci di questi giovani, c’era la firma solenne del patto formativo e sempre abbiamo chiamato un rappresentante della città, per dire ai giovani che, studiando, non si preparano a diventare cittadini ma che lo sono già oggi e che i rappresentanti della città li pongono, proprio loro che avevano abbandonato la scuola, al primo posto perché riprendere in casa i figli che l’hanno abbandonata arricchisce tutta la casa.

Un anno siamo riusciti a firmare quel patto con il sindaco Iervolino in persona e quell’anno sembrò che i ragazzi e le famiglie si fossero impegnati di più. Io non voglio e non devo infierire, ma quel patto è stato violato ripetutamente dalle istituzioni e chi scrive sta resistendo nel tenere accesa la fiaccola di quel patto a proprie spese e trovando finanziamenti privati, perché i giovani delle nostre periferie non meritano di essere ‘scaricati’, resi un peso per la società, uno scarto, prima ancora di avere avuto la possibilità di cimentarsi nel proprio ruolo sociale.

Dunque io ti chiedo che nella scelta dell’assessore alla pubblica istruzione, chiunque esso sia, sia investito di uno speciale mandato da parte del sindaco in persona ad occuparsi dei giovani a cui la scuola non piace, che con la scuola hanno divorziato o vogliono divorziare.

Ci sono mille errori nostri che hanno portato e portano a questo divorzio, e un assessore dovrà occuparsi anche di quelli, senza illudersi che ci siano le risorse e le possibilità di dipanare in breve matasse troppo ingarbugliate, o risolvere subito problemi marci, o eliminare egoismi ed incompetenze, ma c’è un errore a cui riparare subito ed è quello di non guardare i nostri giovani, di avere parole e sguardi che li attraversano senza vederli. Non è vero che le parole non servono, le buone parole pronunciate in luoghi ed occasioni solenni hanno effetti materiali mobilitando le risorse delle persone, aiutandole a credere in se stesse. Dunque io ti chiedo di essere innanzi tutto il sindaco di chi non ha partiti e di chi per età non ha votato. E’ un privilegio che devi concedere, ed insieme devi dare un segnale che chi dovrà occuparsi di scuola e di istruzione deve impegnarsi soprattutto su questo fronte per fare in modo che l’amministrazione di una grande città, nella capitale italiana dei giovani per numerosità, non si limiti a fornire strutture e servizi ma prenda l’iniziativa educativa perché i suoi giovani membri diventino cittadini attivi e principale risorsa per il miglioramento della vita civile della città.

Qualcuno ha fatto il mio nome per questo ruolo. Io non mi sottraggo ma certamente esistono persone molto più giovani che potrebbero assumere degnamente quel ruolo e se è necessario farei volentieri da spalla a chiunque sia.

Confido che queste mie raccomandazioni siano superflue, che tu abbia già provveduto in tal senso.

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