Passione & Intelligenza

 Passione & Intelligenza

Seminario di lavoro tra educatori: educare creando legami e vivendo i luoghi

Verona 8-9-10 novembre 2002

Perché incontrarsi

Educare creando legami e vivendo i luoghi, intrecciando i fili invisibili delle emozioni e dei sentimenti con le reti concrete, di persone, istituzioni, case, luoghi; opere dell’ingegno e costrutti dell’intelletto umano.

A Verona si incontreranno persone che hanno in comune l’affrontare i problemi con passione, sentendoli con tutto l’essere e sentendo che questo è l’unico modo di essere umani. Ci sentiamo uniti più dal modo di essere che dall’adesione ad astratti principi.

 

Siamo uniti dall’importanza che attribuiamo al lavoro educativo – nelle scuole, nelle comunità, in strada, in ogni luogo – come momento di costruzione della convivenza. Siamo uniti dall’importanza che diamo agli affetti, alla cura, alle relazioni e alla reciprocità in esse, ai legami prossimi, familiari, amicali, magistrali. 

Abbiamo sentito il bisogno di ritrovare i fili della nostra umanità nel rapporto con i bambini e con i giovani e con quelli che sono ai margini, perché sono loro che vivendo fuori da ruoli precostituiti ci interrogano sul senso della vita. Insieme a loro abbiamo imparato a lavorare senza l’ombrello di verità incrollabili, ma siamo pieni di paure e timori: ci vediamo anche per consolarci a vicenda e per dirci quali strade stiamo aprendo.

Ci chiediamo dove e come è possibile educare ed educarsi. Se è possibile produrre comunità. Come può operare la famiglia in una realtà così complessa. Se ci muove verso l’altro ciò che è giusto. 

Sappiamo che il luogo per eccellenza dove si realizzano questi incontri tra generazioni sono i luoghi della cura parentale, le famiglie. E sappiamo anche che in troppi casi la famiglia non c’è perché è stata lasciata in terre lontane o è molto debole perché avvilita dalle difficoltà della vita. Noi crediamo che qualsiasi attività di inclusione sociale debba in primo luogo ricostituire una relazione di cura, aiutando le famiglie o i pezzi di famiglie esistenti e mobilitando la comunità a farsi “famiglia sociale”.

Nel nostro incontro tutto questo viene simboleggiato da un’organizzazione dell’ospitalità centrata sulle famiglie piuttosto che sull’organizzazione alberghiera: numerose famiglie veronesi ospiteranno operatori di tutt’Italia per stabilire un legame molecolare, una relazione tra comuni passioni, oltre che il dialogo delle intelligenze che si realizzerà nelle giornate di studio.

Ci preoccupiamo delle nostre città e del nostro vivere civile. Le città non sono le forti mura e i cantieri - diceva Aristide – la città è la gente che sa cogliere le occasioni che essa offre. Bisogna costruire case ed occasioni ed insiemeapprendere e crescere attraverso le occasioni della città. Pensiamo di edificare insieme i legami che istituiscono gli spazi della convivenza e gli spazi urbani, dove gettare l’àncora dei legami sociali cosicché la città torni ad essere innanzitutto la gente.

Cerchiamo di apprendere gli uni dagli altri, ma cerchiamo anche di creare legami: rapporti di prossimità tra persone geograficamente lontane. Un modo per costruire un’Italia di pace contro ogni tentazione a misurare le distanze.

I promotori

Tra i primi ad aderire all’iniziativa e da considerare come promotori ci sono persone provenienti da situazioni molto diverse per storia, ispirazione, organizzazione, ma caratterizzati - come dice Don Renzo riprendendo una espressione portata dall’Africa dai suoi amici missionari – dallo stesso piumaggio ossia da uno stile di lavoro sobrio e fortemente ancorato al territorio:

1. Fondazione l’Ancora di Verona.

2. Progetto Chance Maestri di Strada

Fondazione Giovanni Paolo II di Bari

Associazione Giovanile Salesiana di Solidarietà "la casa dei giovani" Corigliano Calabro.

Associazione Caruggi di Genova

Associazione Profili Capovolti di Avellino

Associazione Crescere Insieme di Napoli

Associazione Boomerang di Napoli

Piccola Fraternità Valpantena – Verona

Fondazione Realizzare la Speranza di Napoli

GET di Sassuolo Maranello: Gruppi Educativi Territoriali

Associazione Figli in Famiglia, - Napoli

Associazione Quartieri Spagnoli di Napoli

Allievi “Promotori di cittadinanza giovanile”

Comunità Murialdo di Trento

GIS Marameo di Roma

L’organizzazione dei lavori di gruppo

Introduzioni: sono affidate generalmente a operatori dei gruppi promotori in quanto in grado di riassumere lo stato dell’arte relativamente alle pratiche effettivamente realizzate. Solo in due casi (edilizia abitativa ed edilizia dell’animo) intervengono esperti esterni con specifica esperienza.

Interventi preordinati: sono brevi interventi - interni o esterni al gruppo dei promotori – di persone che possono portare ulteriori contributi

Reporter attivi: sono uno o più di uno, in questo caso concordano tra loro come svolgere il report) che riferiscono in plenaria di quanto discusso. Sono esperti esterni ed hanno il difficile compito di mettere a confronto le elaborazioni di chi realizza esperienze sul campo, con lo stato delle conoscenze della comunità scientifica.

Osservatori: si tratta di persone con particolari qualificazioni e professionalità che possono operare un report a più lunga distanza ad esempio scrivendo articoli in riviste specializzate, inviando al gruppo organizzatore riflessioni scritte, portando nelle organizzazioni ed istituzioni di appartenenza idee e proposte provenienti dalle pratiche di intervento.

1 - Assumere la realtà dei ragazzi, accompagnarne la crescita

Entrare in contatto con i ragazzi e con giovani è un arte difficile, soprattutto quando per molti motivi hanno sviluppato in modo raffinato pratiche di evitamento. I giovani sono sensibili più di ogni altro all’essere e avvertono ciò che è falso ed inautentico a grande distanza. Occorre un grande lavoro su se stessi per essere accettati, un lavoro che non si fa al chiuso e che si fa soprattutto esponendosi agli attacchi. Imparare dalle sconfitte è un’arte difficile.

Ed è difficile accettare l’altro e lasciarsi sedurre prima di poter educare; nel lavoro educativo nulla è a senso unico, senza reciprocità non c’è storia, non c’è crescita. Tirare fuori dallo stato di cose esistenti e attirare a sé sono i due movimenti della relazione educativa che si inseguono circolarmente.

Introduzione: Amalia Aiello (Progetto Chance)

Interventi Preordinati: Maura Macchioni (l’Ancora); Corigliano, Bari, Genova

Reporter attivo: prof. Palmira Adamo (Progetto Spora del MIUR), Maria Grazia Casadei (Uniroma tre)

Osservatori: Gianni Saporetti (Una città), ……

2 - Educare educandosi - crescere insieme; mettere in lavorazione le esperienze;

Nel lavoro educativo interagiscono tra le altre due professioni molto simili, quella del’educatore e quella del docente. La possibilità di stretta interazione è legata al fatto che educatori e docenti sono latori di un messaggio educativo il cui contenuto è la persona stessa,. “professioni di testimonianza” perché esibiscono se stesse come prova di verità. Perché il testimone – martyr – non diventi martire occorre una assistenza continua finalizzata a mantenere l’integrità della persona, è necessaria la sistematica osservazione delle relazioni come campo di forze dentro cui sono immersi insieme i ragazzi, gli operatori, le famiglie.

Introduzione: Carla Melazzini

Interventi Preordinati FORES, Crescere Insieme, Neuroscienze, Studenti di CIGIOVA

Reporter attivi: Anna Maria Cetorelli, (progetto SPORA del MIUR) e …Perbellini (Verona))

Osservatori: (Redattore Sociale)

3 - Produrre socialità e comunità; deontologia e diritti di cittadinanza;

Accettazione, restituzione, reciprocità, circolarità definiscono una deontologia degli educatori che è la base negoziale per un patto educativo con il giovane cittadino e la sua famiglia.

L’alleanza e il contratto educativo costituiscono lo sviluppo evolutivo dei sentimenti di appartenenza legati alla cura. Nessun progetto educativo o sociale può svilupparsi in modo sano se non a partire dall’aiuto alla cura o dalla riattivazione della cura. e quindi dall’aiuto a coloro che sono attivi nella cura parentale. Un aiuto finalizzato ad attivarelegami sociali più ampli, mobilitazione di energie proprie, cittadinanza attiva,perché solo una socialità più ampia e meglio vissuta consolida i legami prossimali.

Introduzione: Dott Patrizia Intravaia del GET Maranello

Interventi Preordinati Murialdo, Silvio Marogna (Ancora), GIS Marameo; Carla Canfora (Chance Soccavo)

Reporter attivi: Marco Rossi Doria (Chance),)

Osservatori: Benedetta Verrini (Vita), , ….

4 - Cura parentale, comunità, società. Professioni sociali per sviluppare legami.

Il benessere dei giovani, buona cura parentale e convivenza civile sono tre aspetti dello stesso processo. Il malessere dei giovani è una sorta di indicatore ecologico della cattiva qualità dell’atmosfera sociale in cui ciascuno di noi è immerso.

Nel territorio si stabiliscono e realizzano alleanze tra persone e contratti tra istituzioni. Il modo di prendersi cura dei giovani contribuisce a disegnare nuove organizzazioni locali, un nuova forma dello Stato. I processi di trasformazione delle istituzioni e delle leggi fondamentali dello stato postulano l’esistenza di istituzioni diverse ed autonome che devono continuamente dialogare e negoziare i rapporti. Le reti istituzionali che si occupano dei giovani non possono essere più separate o aggregate intorno alla scuola ma intorno ai rappresentanti dei cittadini, alla municipalità che ha un ruolo di aggregazione e stabilità delle diverse autonomie.

Introduzione: Teresa Masciopinto (Fondazione Giovanni Paolo II di Bari)

Interventi Preordinati: Genitori Sociali Na, Figli in Famiglia, Ancora,

Reporter attivo: Grottola Raffaele ASL Verona; Michela Tassani (uniroma tre)

5 - Molte pedagogie, molti modi di apprendere e di lavorare.

E’ possibile una alleanza in cui giorno per giorno la scuola fornisca mezzi, strumenti, concetti, scienza per migliorare la comprensione del mondo e arricchire le possibilità di relazione? e viceversa è possibile che l’educazione nei contesti di vita fornisca esperienze, senso, significatività sociale che sono la molla ad impegnarsi nello studio? E’ possibile una scuola che sia prolungamento sociale della cura parentale ed una cura parentale che sappia usare i mezzi intellettuali forniti dalla scuola per migliorare le relazioni tra i giovani e con in i giovani? Bisogna che ci siano ‘prove di dialogo’ tra educatori nel sociale e docenti nelle scuole confrontando le pedagogie nella scuola con le pedagogie fuori della scuola.

Introduzione: Salvatore Pirozzi Progetto Chance

Interventi Preordinati: Corigliano, Ancora, Genova

Reporter attivo: Guido Armellini, Maria Grazia De Maria (Progetto Spora MIUR)

Osservatori: Barbara Bertoncini (Una Città)

6 - Fedi, passioni, intelligenze, sofferte realtà: i motivi dell’impegno

Cosa è che ci muove? E’ il sogno onnipotente di una palingenesi sociale, la speranza metafisica di un giardino pacificato, la fede nel Dio creatore, la forza dei legami e degli affetti? Molte sono le religioni e le fedi, molti i credo ideologici. Nessuna fede è senza sofferenza e senza dubbio. Potrebbe essere bello che ciascuno esprima i propri dubbi, che gridi il proprio dolore: che si dica quanto sia difficile vedere Dio nella vita degradata di milioni di persone, che si dica quanto è difficile credere che l’uomo da solo possa costruire un mondo migliore, che si dica quanto sia difficile sperare nella gloria metafisica..

Introduzione: Gianluca Bono educatore

Interventi Preordinati: Educatori Napoli, GET, Bari, Don Renzo Zocca

Reporter attivo: prof Luigi Vero Tarca (Università di Venezia) Maria Teresa Anelli (MIUR)

Osservatori: Clelia Bartoli (rivista Kikeyon)

7 - Luoghi dell’animo, luoghi della città.

Tra la topografia della città e la topologia dell’animo ci sono affinità e segrete corrispondenze, ci sono potenti relazioni alla ricerca di luoghi da abitare e luoghi che chiedono relazioni significative. L’ingegno di organizzare spazi, abitazioni, strade, edifici da vivere e da intersecare con ricche relazioni, l’ingegno di arricchire la propria vita della ricchezza dei luoghi. L’ingegneria e l’architettura civile possono essere egualmente riferite alle abitazioni e alle relazioni sociali. C’è un altro dialogo da aprire tra professioni sociali.

Introduzione: Sergio Lironi (Contratto di quartiere del Savonarola di Padova)

Interventi Preordinati: Ancora, Chance

Luciano Castellani ATER di Verona (Azienda territoriale edilizia residenziale)

Reporter attivi. Roberto Serpieri (Dipartimento di Sociologia dell’Università di Napoli); Federico Squarcini( rivista Kikeyon)

Passione&Intelligenza Calendario dei Lavori

Venerdì 8 novembre

ore 18 proiezione di un filmato sulle attività della Fondazione L'Ancora presso il Centro polifunzionale del Saval

ore 18,30 - 20,30 Tavola rotonda su Famiglia e Famiglie con Attilio e Giulia Paola Danese, intervengono Don Renzo Zocca e Cesare Moreno.

20,30 Cena nelle famiglie

Sabato 9 novembre

ore 09,00 - 9,30. Apertura dei lavori presso il Centro Convegni - Banco Popolare di Verona e Novara in viale delle Nazioni, 4

Introduzione di Don Renzo Zocca e Cesare Moreno

ore 9.30 - 10.45 Organizzazione dei gruppi

ore 11.00 - 13.00 Lavori di gruppo: introduzione, due interventi, inizio discussione

ore 13,00 - 14,15 Pausa pranzo

ore 14,15 - 18,00. Prosegue il lavoro di gruppo: altri interventi preordinati, discussione

ore 18,00 - 19.30 Pausa e trasferimento al Centro Saval

ore 19.30 - 20.30 Cena presso la Casa Accoglienza della Parrocchia di S.Maria Maddalena al Saval

ore 21.00 Presentazione di materiali filmati sui "Maestri di strada" presso il Centro polifunzionale del Saval

Domenica 10 novembre

ore 9,30 - 10,30 Saluto delle autorità

ore 10.30 - 10.45 Coffee break

ore 10.45 - 13.15 Report dei lavori di gruppo

ore 13.15 - 14 Congedi

ore 14.00 Pranzo

Per chi è interessato, domenica mattina alle 8,30 Don Renzo officia la celebrazione eucaristica.

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