"Emozioni a catena"

Laboratorio di apprendimento informale - Novembre 2020

I percorsi formativi che proponiamo si pongono l’obiettivo di sostenere insegnanti e professionisti dell’educazione in questo processo di trasformazione, allestendo appositi spazi di sperimentazione del sé e di riflessione dove condividere emozioni e consolidare conoscenze e consapevolezze personali e professionali.

In questo processo di trasformazione, il laboratorio, quale ambiente di apprendimento, è inteso come uno spazio di cooperazione, un contesto denso di relazioni, emozioni e attività in cui si trasforma il funzionamento della mente attraverso le azioni che si realizzano e su cui si riflette.
“Apprendimento informale”è l’espressione che utilizziamo per intendere un apprendimento che ‘accade’ senza che sia ricercato dal soggetto che apprende.
In particolare il laboratorio scientifico è un luogo in cui è possibile ‘accadano’ degli apprendimenti inconsci suscitati dalla meraviglia come stato estatico e contemplativo al quale poi segue un lavoro di rielaborazione dell’esperienza.
Infatti, un esperimento ci dice qualcosa del mondo osservato, ma ci dice anche qualcosa sulla nostra mente e ci aiuta ad organizzarla.
In particolare il laboratorio “Reazioni a Catena” ci permetterà di fare esperienza dell’errore e del problema, aspetti intrinseci del pensiero logico-scientifico come occasioni di conoscenza del sé e del mondo circostante.

PROPOSTA FORMATIVA
DESCRIZIONE DEL LABORATORIO – Il laboratorio “Emozioni a Catena”

Il laboratorio Reazioni a Catena,ispirato dai percorsi e dalle macchine presenti nei lavori del fumettista e inventore Rube Goldberg e dalle attività di chain reaction machine realizzate in diversi musei della scienza, offre la possibilità di allestire e realizzare uno spazioeducativo e didattico, nel quale ciascun partecipante, insieme con gli altri,è libero di apprendere, nel rispetto dei propri tempi,attraverso le esperienze dirette di fenomeni naturali da osservare, costruire e narrare.
Il laboratorio propone un’esperienza trasformativa dei processi d’apprendimento, basata su un nuovo linguaggio caratterizzato dal fare e dal pensare insieme, dove una nuova percezione degli errori, visti come tentativi, prove, risorseutilie necessarie,  guida al raggiungimento di obiettivi e alla realizzazionedi progetti individuali e collettivi. Tra riflessioni, emozioni di entusiasmo, curiosità, frustrazione e stupore i partecipanti realizzano una grande reazione a catena generata da brevi percorsi, posti in sequenza e costruiti con l’utilizzo dioggetti di uso quotidiano messi in relazione di causa ed effetto tra loro.

Attraverso la costruzione di uno scenario, i partecipanti lavorano su un tema comune cheguida la narrazione della reazione a catena e cheagevola e contienela fasedi progettazione e costruzione di strumenti e percorsi.Su un tavolo i partecipanti osservano, provano, attaccano, creano, distruggono e compongono, oggetti e materiali differenti,stimolando l’ingegno e la curiosità verso accadimenti possibili e comportamenti da scoprire. Dopo questa prima attenta fase di esplorazione, i partecipanti, suddivisi in piccoli sottogruppi, seduti attorno a delle postazioni,provano a mettere in relazione gli oggetti, a costruire piste, inneschi, strade per biglie e palline, meccanismi e aggeggi che spostano altri oggetti, a progettare e a stabilire possibili connessioni tra materiali ed elementi di numerosità differenti. Durante la fase di costruzione, ciascun partecipante, è esposto a momenti di sconforto ed euforia, emozioni di stupore e meraviglia necessari allo sviluppo di nuove idee e alla conoscenza delle proprie abilità. Al termine di questa prima fase i piccoli percorsi si dovranno attivareinautonomia con l’avvio di un solo gesto iniziale fatto da un partecipante e utile ad avviare la catena, l’ultimo oggetto di ogni singola postazione dovrà muovere il primo oggetto del tavolo successivo fino a far accadere un ultimo movimento previsto alla fine del percorso.
Tutti percorsi collegati tra loro daranno origine a una grande reazione a catena generata da movimenti autonomi e un accadimento spettacolare finale.La prova generale ripresa in un video restituisce a tutti i partecipanti, un lavoro collettivo caratterizzato da nuove conoscenze, collaborazione reciproca, emozioni condivise e tanto divertimento.

E se qualcosa va storto?
I partecipanti potranno intervenire saltuariamente in occasione di un arresto del movimento all’interno della catena. Questi momenti saranno utili al fine di osservare nuove connessioni possibili, a sperimentare rimedi e soluzioni e a ri-descrivere l’esperienza.

METODOLOGIA – La proposta si presenta come formazione esperienziale in cui insegnanti, educatori ed operatori sociali, avranno la possibilità di sperimentare in prima persona come potenziare il pensiero logico-matematicoe il linguaggio espressivo, attraverso, l’esperienza diretta di fenomeni naturali e la costruzione di nuovi oggetti. La narrazione di un tema attiveràprocessi d’individuazione e definizione, la condivisione di emozioni, idee e punti vista. Durante le prove di costruzione sarà possibile apprendere la metodologia del problemsolving, che guida alla risoluzione dei problemi seguendo uno schema intuitivo. Attraverso un processo narrativo il problemsolvingcapovolge il concetto di errore in risorsa, come elemento utile alla conoscenza del proprio sé e al raggiungimento dei propri obiettivi.

A partire dall’esperienza vissuta, in quanto occasione di narrazione ed espressione del sé, esploreremo le potenzialità educative, formative e didattiche di un’esperienza laboratoriale, in tal senso ai partecipanti non è richiesta alcuna competenza disciplinare pregressa.
Questo processo trasformativo sarà sostenuto grazie ad appositi spazi di riflessione gruppale sull’esperienza, nei quali il gruppo attraversa, problematizza, condivide e trasforma le emozioni e gli apprendimenti legati all’esperienza stessa.


OBIETTIVI
Nell’apprendimento sono coinvolte le diverse dimensioni dell’esistenza e non è possibile separare gli aspetti cognitivi-razionali da quelli emotivi e relazionali. Un buon laboratorio riuscendo a contenere le ansie permette ai giovani di fare una esperienza cooperativa che consente di interessarsi al ‘sapere per il sapere’.
Pertanto, obiettivo primario è quello di esercitare una visione complessa di tutti quei fattori che entrano in gioco nell’esperienza dell’apprendimento, quindi riconoscerli e tenerne conto in fase di ideazione e progettazione di esperienze laboratoriali future. Tali aspetti si riferiscono appunto al ruolo delle emozioni nell’apprendimento, in particolare al concetto di meraviglia implicato nella conoscenza del sé e del mondo; alle potenzialità cooperative del dispositivo laboratoriale; alla dimensione metacognitiva della messa in parola dell’esperienza.

In particolare, il laboratorio “Emozioni a catena” ha l’obiettivo di fornire concreti strumenti metodologici al fine di mettere in luce tuttiqueglielementi trasversali che nutrono e potenziano il pensiero logico matematico e che agevolano i processi d’apprendimentospesso resi difficili da un approccio esclusivamente teorico, statico esettoriale. Il laboratorio “Emozioni a Catena”, mostra come lo sviluppo del ragionamento deduttivo e induttivo,sia strettamente connesso e dipendente dall’esperienza diretta con i fatti, dalla narrazione degli errori, dalla stimolazione delle abilità fino-motorie,dai processi relazionali riguardanti il raggiungimento di obiettivi comuni e dal confronto riflessivo con gli altri. Inoltre si renderà evidente durante l’intero percorso di costruzione e sperimentazione come le emozioni generate durante “il fare” e il “pensare” concorranonei processi d’astrazione di calcolo, analisi e memoria.
Riconoscendo l’importanza di un apprendimento integrato così come previstonel curricolodelle competenze, chiavi europee, sarà fondamentale individuare in che modo il laboratorio d’apprendimento informale Reazione a Catena può entrare a far parte della programmazione didattica e come rivolgerlo alle singole classi della scuola primaria.

Infine, attraverso un approfondimento teorico delle tecniche sperimentate nella pratica avremo la possibilità di esplicitare e focalizzare gli strumenti di lavoro che potranno tornare utili agli insegnanti nella progettazione dei propri laboratori in classe. 

Oggetto di questo approfondimento saranno: gli allestimenti degli spazi laboratoriali, le modalità di conduzione e la gestione dei tempi, la scelta dei materiali, l’utilizzo di tecniche e strumenti variabili a seconda del tipo di esperienza che si intende proporre.
Avremo anche modo di riflettere sull’importanza di alcuni momenti legati alla restituzione da parte degli allievi: ad esperienza conclusa, si lascia loro uno spazio per raccontarsi e raccontare cosa hanno appreso e mostrarlo pubblicamente alla comunità scolastica, familiare e territoriale.

Scheda ProblemSolving
L’attività di problem solving tradotta letteralmente con “la risoluzione dei problemi” riguarda tutte quelle azioni che il pensiero fa quando si trova dinanzi a un problema. Nei laboratori d’apprendimento informale adoperiamo il problem solving per stimolare la capacità di risolvere i problemi; sviluppare le potenzialità euristiche dell'allievo; le sue abilità di valutazione e di giudizio obiettivo e per ritrovare il buon umore.
Quest’attività, usata in maniera differente secondo il contesto conoscitivo, nel laboratorio è utilizzata come strumento per produrre narrazioni del proprio sé, mostrare l’importanza del percorso fatto, intervenire sulle difficoltà incontrate e avviare processi di autostima utili al superamento di ostacoli e rifiuti.
Dinanzi a un ostacolo o a qualcosa che è vissuto come tale, si potrà chiedere di guardare il problema da un’altra prospettiva e provare a ri-significare l’esperienza, chiedendo di narrare la storia dell’errore che genera il problema.
Nel laboratorio d’apprendimento informale i nuovi saperi sono prodotti dai partecipanti attraverso operazioni di confronto, riflessioni e la messa in comune delle esperienze fatte. I saperi “ultimi” derivano dalle esperienze e si basano su ciò che ha funzionato e su ciò che non ha funzionato, sulle osservazioni fatte e le emozioni provate.
Tutto concorre alla conoscenza.
Spesso le giovani persone dinanzi a un problema attuano dei processi di proiezione e identificazione volti a produrre pregiudizi sulle proprie abilità e capacità, cadendo in stati d’animo caratterizzati da paura, vergogna e angosce, che disturbano l’interesse, la curiosità e la voglia di imparare e di fare.
Abbiamo individuato differenti strumenti che possono supportare il lavoro dell’insegnante per affrontare queste fragilità nei giovani allievi e per condurli a trasformare ciò che è considerato negativo come un elemento positivo e che concorre al raggiungimento dei propri obiettivi.
-Avviare una narrazione sul progetto: si potrà intervenire chiedendo di raccontare la propria idea di progetto, i ragionamenti fatti, come e cosa si è pensato di realizzare; che cosa è accaduto e chiedere che cosa potrebbe accadere provando a cambiare modalità, condizioni, strumenti ed elementi.
Empatizzare con l’errore: Nei laboratori d’apprendimento informale l’analisi dell’errore è parte del percorso, perché delinea la possibilità di guardare alle singole fasi di un progetto come tappe conoscitive e non come punti di arrivo. Per accedere a questa visione è necessario fermarsi e poter restare nella situazione di fragilità, provando a mettersi nei panni dell’altro, senza assecondare l’urgenza di doverne uscire.

-Adoperare il linguaggio non verbale: mettendo a disposizione nuovi materiali e nuovi oggetti da provare a, al fine di esporre il partecipante e la situazione iniziale a nuovi orizzonti e prospettive d’intervento.

- Guidare il partecipante verso l’osservazione di cause ed effetti intervenuti nella situazione.
“Il Problem Solving non è un’operazione di risposta a un problema con un processo, con un comportamento, che si è appreso, ma dovendo inventare nuovi e originali comportamenti da applicare”. (Gaetano Kanizsa – psicologo ed esponente della tradizione della psicologia della Gestalt)
Per accedere a nuove soluzioni utili a risolvere un problema è necessario poter restare calmi e percepire la possibilità di commettere degli errori. Spesso l’idea astratta di un progetto appare priva d’imperfezioni e di complicazioni e gli ostacoli che s’incontrano nel “fare”, possono generare sentimenti di frustrazione.
Il fare
La possibilità di sperimentare con le proprie mani idee e tentativi, dopo aver “fallito”, rimette in gioco la voglia di fare e di capire, produce nei partecipanti sentimenti di fiducia nelle proprie abilità, stimolando l’apprendimento di nuovi saperi e competenze.
 

STRUTTURA LABORATORIO
Fase I. Circle time sul tema narrativo della reazione a catena.
Fase II. Costruzione scenario e decorazioni.
Fase III. Osservazione e sperimentazione sull’uso e sul comportamento dei singoli oggetti e materiali.
Fase IV. Progettazione, prove e costruzione dei percorsi.
Fase V.Prova generale della reazione a catena e realizzazione di un filmato.
Fase VI. Restituzione finale

CALENDARIO: 21 e 28 Novembre 2020

09:00 – 11:00 (2 h) Introduzione teorica a cura di Cesare Moreno “I laboratori dell’apprendimento informale: Le emozioni nell’apprendimento”

11:00 – 13:00 (2 h) Laboratorio “Reazione a Catena”

13:00 – 14:00 Pausa pranzo

14:00 – 16:00 (2 h) Laboratorio “Reazioni a Catena”

16:00 – 17:00 (1 h) Restituzione sull’esperienza


INFO E CONTATTI
MAIL: formazione@maestridistrada.it
CELL. 333 7406409 | 340 00 84 497

 

COSTO |80 euro

Ore | 7
NUMERO MASSIMO PARTECIPANTI: 15
Iscrizioni possibili fino ad esaurimento posti

Apertura Iscrizioni:
Bonus docenti per l’iscrizione tramite piattaforma

CANDIDATURA
Presentazione e breve lettera motivazionale alla mail formazione@maestridistrada.it - indicando in oggetto “ISCRIZIONE A EMOZIONI A CATENA” e specificando nel testo:
- Dati anagrafici
- Professione
- Se si vuole usufruire del bonus
- Se ha svolto in precedenza formazioni presso la nostra associazione

 

Date e orari potrebbero variare in corso di organizzazione del progetto, ma sarete comunque avvisati in tempo, prima della partenza dello stesso.


 

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