Intervista a Cesare Moreno sulle dichiarazioni di Bussetti

Noi del sud lavoriamo la terra a mano

In occasione della sua visita in Campania, il ministro dell'istruzione, Marco Bussetti, ha confermato l'impegno a «essere vicini ai territori, in tutta Italia, al Nord come al Sud» e durante una visita nella scuola Morano del Parco Verde, rispondendo a una domanda, aveva sottolineato che al Sud servono "lavoro, impegno, sacrificio", non più fondi, rivolgendosi agli insegnanti affinchè si recuperi il gap tra scuole del Nord e del Meridione.

In occasione delle tante polemiche suscitate da questa dichiarazione, Nino Femiani ha intervistato Cesare Moreno per il Quotidiano Nazionale. Vi riportiamo la sua intervista:

Provate voi ad insegnare a Napoli…qui si fa lezione in prima linea

Si definisce ancora, a 72 anni, un “Maestro di strada”. Cesare Moreno è il nome che più di altri, ha testimoniato il grande impegno degli insegnanti di stare dalla parte dei ragazzi. In particolare con il Progetto Chance, indirizzato al contrasto della dispersione scolastica nei quartieri più difficili di Napoli.

Gli insegnanti del sud devono fare di più?
I docenti nel Mezzogiorno , mediamente, lavorano molto di più dei colleghi del nord. Perché fanno scuola in condizioni difficili, sia dal punto di vista logistico sia per il contesto, penso a chi insegna in zone criminali. Il problema vero è un altro.

Quale?

Noi del sud lavoriamo di più, ma produciamo di meno per colpa dell’ organizzazione scolastica. È come se lavorassimo la terra a mano: produciamo meno di chi, come al nord, ha il trattore.

Non è solo un problema di risorse?
Non è un problema di soldi. Quello che serve è che il ministro dia ai docenti la possibilità di “intraprendere”.

Che fa, dà a Bussetti un suggerimento capitalistico?
No, ma i docenti devono decidere di più e meglio il lavoro da fare. Il ministero, invece, da 30 anni segue la linea di un irrigidimento progressivo, che invece di agevolare l’ iniziativa degli insegnanti, ne favorisce la passività.

Bussetti critica lo stereotipo di una scuola che pensa di poter funzionare bene solo se arrivano vagonate di soldi?
È un problema di organizzazione, non di soldi. Non si può attribuire la responsabilità ai docenti quando la scuola no funziona perché c’è un’organizzazione farraginosa che è oggetto di una riforma ogni 6 mesi, che non ha quadri intermedi. Un organismo inadeguato, con orari scolastici patogeni. Bisogna cambiare questo, non prendersela con i docenti. Negli ultimi anni il ministero ha speso un miliardo di euro in progetti speciali, ma non ha cambiato nulla nella sua struttura ordinaria.

Quali?
Il rischio che risorse aggiuntive si sprechino è elevato. Purtroppo Bussetti, come i suoi predecessori, invece di guardare in casa propria, attribuisce il difetto all’ insegnante.

Nino Femiani
 

Torna al diario

Sostieni Maestri di Strada

Compila i campi richiesti e fai la tua donazione. Poco o tanto non importa, il tuo supporto renderà possibile il sereno svolgimento delle nostre attività formative per ragazzi a rischio dispersione.

Riservato alle donazioni aziendali

Modalità di pagamento

Dona tramite PayPal senza commissioni. Al termine della procedura sarai indirizzato alla pagina di pagamento PayPal.

Puoi effettuare il bonifico entro 3 giorni dall’intenzione di donazione espressa in questa pagina.
I dati per effettuare il bonifico sono: Intestatario: Ass. Maestri di Strada Banca: Banca Prossima
IBAN: IT64 V033 5901 6001 0000 0075 313
BIC: BCITITMX (Donazioni dall'Estero)

Il tuo messaggio