Non può essere sempre estate

Un docu film di Margherita Panizon e Sabrina Iannucci

Circa 2 anni fa, come ogni anno, i nostri giovani del laboratorio teatrale, preparavano lo spettacolo che avrebbero messo in scena nel mese di maggio. Quello che è successo durante l'organizzazione e le prove dello spettacolo è stato raccolto e messo insieme in un documentario di Margherita Panizon e Sabrina Iannucci che è ufficialmente in concorso all'Extra Doc Festival.


In un teatro a San Giovanni a Teduccio, nella periferia di Napoli, ragazzi del luogo, di Barra e Ponticelli mettono in scena, guidati da educatori, “Vincenzo De Pretore”, una commedia di Eduardo De Filippo. Entrare in quel mondo di miseria, astuzia e sopravvivenza nei panni dei personaggi significa anche lacerare il velo del proprio. Un’esperienza, metà gioco metà disciplina e impegno, che è un mix di liberazione e responsabilità, emozione e verità.

Sinossi:
Chiara Stella, Domenico e Alessio hanno 15 anni, e tutti i lunedì vanno a fare le prove di teatro al Centro Asterix, uno spazio ricreativo con dentro un piccolo teatro che si trova a San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia Est di Napoli. I tre vengono da lì vicino: Ponticelli, Barra e lo stesso San Giovanni. Devono prepararsi per mettere in scena Vincenzo De Pretore, una commedia di Eduardo De Filippo. Nicola, il regista dello spettacolo, ha proposto loro questo testo per un motivo: rispecchia le condizioni di vita di alcuni ragazzi e rappresenta delle possibili realtà con le quali si confrontano quotidianamente. Il film segue da vicino gli incontri e scontri tra i ragazzi e i loro maestri, durante i quali Nicola, sprona i ragazzi a guardarsi dentro e affrontare la vita in maniera cosciente e soprattutto serena. Le loro storie, le necessità e i caratteri di Chiara Stella, Domenico e Alessio emergeranno attraverso crisi, successi e ripensamenti; si avvicineranno tra loro grazie ai metodi e alla regia di Nicola e attraverso le improvvisazioni sul palcoscenico. Il teatro così diventa uno spazio di confronto e di autoanalisi. Con l’avvicinarsi del debutto i nostri protagonisti supereranno le loro barriere interiori ed usciranno allo scoperto raccontandosi.

Il coraggio e la follia di due giovani registe è riuscito ad unire due realtà importanti attive e generose come il Laboratorio Territoriale delle Arti di Maestri di Strada Cesare Moreno e Filmap di Parallelo 41 Antonella Di Nocera.
La periferia Est di Napoli è popolata di tantissimi giovani che vivono di mancanze e desideri , che inevitabilmente come insegna Platone nel Simposio non possono che generare Amore.
Non può essere sempre estate, è il motto ideato da Ale Dalia, uno dei nostri allievi attori, come per dire, che se anche non può sempre andare bene nella vita, si può trovare sempre la forza per viverla con intensità. Grazie a Sabrina Iannucci e Margherita Panizon e Simona Infante per aver immortalato con la loro intelligenza e delicatezza la bellezza di un impresa passionale ai suoi albori. Tutti a Roma il 28 febbraio con i ragazzi di Maestri Di Strada e gli educ-attori di Trerrote.  

Questo film – dicono le registe – nasce dall’esigenza di raccontare un momento specifico della vita di ogni essere umano: l’adolescenza, in questo caso in un contesto limite come quello della periferia di Napoli, cercando però di dare a questa fase uno sguardo positivo, volto al futuro, alla necessità e al diritto di essere felici. Quello a cui assistiamo sono le vite dei ragazzi, i loro dubbi, le loro gioie e le loro insicurezze.

Il film ricerca l’ansia e la premura di una generazione cresciuta in un altro modo e in un altro mondo: quella degli educatori, nello specifico di Nicola, pronto a rincorrere e a ricercare un modo per andare incontro ai ragazzi che si danno per persi, o per trovare il metodo adeguato per capirli e farli crescere. I temi legati alle dinamiche adolescenziali sono esplorati attraverso gli scambi e le relazioni tra i ragazzi durante le improvvisazioni, tra una prova e l’altra e fuori dal teatro. Il film non ha un punto di attenzione preciso o una visione oggettiva della condizione adolescenziale in generale. Si evitano i pregiudizi, ogni personaggio si racconta attraverso il teatro e la relazione con i suoi compagni. È pertanto un film corale, ma che presenta attenzione all’evoluzione dei tre personaggi principali rappresentandoli da vicino, spesso proprio dentro la scena teatrale.

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