Cesare Moreno: premio Napoli alla cultura 2017

Teatro Mercadante - 19 Dicembre 2017

Nella serata del 19 Dicembre 2017, Cesare Moreno è stato insignito del premio alla cultura dalla Fondazione premio Napoli.

E' stata una serata di grandi riconoscimenti, non solo per il lavoro svolto da Cesare che ha avuto grandi dimostrazioni di affetto e di stima, ma anche per il lavoro di tutti i Maestri di Strada, che ieri si sono sentiti ben rappresentati dal loro presidente, che ha ribadito che "viene dato a una persona, ma di persone che tutti i giorni cuciono legami tra diverse parti della città ce ne sono diverse migliaia...perché per noi cultura é questo, é sviluppare legami". Il valore di questo premio inoltre, secondo Cesare "evidenzia innanzi tutto il valore di chi lo ha attribuito", perchè dimostra che qualcosa si sta muovendo nel sociale e si apprezza il lavoro di chi si impegna a costruire legami sul territorio.

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Il premio, oltre a conferire un semplice titolo, ma un grande valore sociale, ha attribuito 4.000€ a Cesare Moreno, che da subito ha deciso di investire questi soldi per dare inizio alla sottoscrizione popolare per la Fondazione Maestri di Strada: "abbiamo già 4.000 € del premio, 2.000 € di un lavoro fatto per terzi, 50 € dagli amici di Poggibonsi, 50 dagli amici di Forlì e altre piccole donazioni... sul link trovate i modi per versare il vostro contributo".

A tal proposito vi riportiamo l'articolo de IL Mattino - Napoli Cultura del 15 dicembre 2017 di Ida Palisi, scritto in seguito alla presentazione dei vincitori avvenuta il 14 dicembre

 

Una fondazione per i Maestri di Strada
L'annuncio di Moreno nel ricevere il Premio Napoli: «Diamo certezza al nostro operato»
 

Ancora va in giro con i sandali da francescano in pieno inverno e l'aria pacifica di chi non ha bisogno di proclami per essere autorevole. Cesare Mareno li indossò come segno di protesta contro le istituzioni che trascuravano la scuola a partire dalle fondamenta, quando venti anni fa inventò il progetto Chance con Marco Rossi Doria e costituì poi i Maestri di Strada di cui è ancora il cuore pulsante, affiancando gli insegnanti nelle aule e promuovendo una formazione alterativa (riconosciuta dal Miur) ai ragazzini recalcitranti alla scuola, incrociandoli nei loro luoghi di aggregazione e di vita. A questa esperienza va il Premio Napoli alla cultura assegnato, con Moreno, simbolicamente anche alle centinaia di maestri che si sono calati a misura di adolescenti «a rischio», madrelingua slang. impermeabili a qualsiasi tipo di indottrinamento dall'alto, per recuperarli all'istruzione di base. Sono quelli che lui chiama “gli sfasteriati” e che incrocia nel triangolo di Napoli est - Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio – ma anche nelle periferie del mondo. “I maestri di strada sono un modello educativo esportato ovunque”, come ha raccontato ieri nella sede della Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale, nell'intervista pubblica con il presidente Domenico Ciruzzi e Marcelle Padovani, scrittrice e giornalista de «Le Nouvel Observateur», in vista della cerimonia al Mercadante martedì con tutti i premiati.
“Incontriamo quelli che incontrano la noia esistenziale nelle scuole”, ha detto Moreno, “e offriamo loro la possibilità di frequentare attività libere nel teatro, arti visive e laboratori come quello di coltivazione della terra, o quello musicale dove si fa rap ma anche storia con la musica e tante altre cose. Facciamo attività anche con i genitori e i bambini piccoli. Oggi non interveniamo più sul bisogno ma sul desiderio e non siamo più noi a individuare i ragazzi, ma loro noi”. Moreno ha descritto i “suoi” ragazzi come dei “Super-arrabbiati col mondo adulto, che è assente e svogliato”, ha parlato dei “Neet” rottamati prima ancora di entrare nel mondo del lavoro (passati dal 28% al 32% negli ultimi dieci anni), tocca argomenti quali il rapporto inter -generazionale che non funziona più e penalizza i ragazzi, di un sistema di finanziamenti dei progetti sociali che mette le organizzazioni le une contro le altre (anche se secondo lui a Napoli si collabora comunque, dei figli dei criminali per i quali rappresentano a volte l'unico punto di riferimento). Ha detto a lungo anche del sistema scuola e di come sia considerata “una specie di palla al piede per la nostra società. Quando va nelle periferie diventa periferia essa stessa. Questo premio è una ponte tra piazza Trieste e Trento e via Flauto Magico a Ponticelli”.
Ha spiegato che i maestri di strada costruiscono “l'ottimismo in situazioni nere. In attesa delle grandi filosofie abbiamo incominciato ad arrangiarci. Dal '98 l'abbiamo fatto con Chance con quindici ragazzi per volta e ora, ragionando su numeri molto più alti, lo facciamo confrontandoci con la città. Don Milani ha preso un gruppo sperduto di ragazzi li ha messi al centro di una riflessione sul mondo. I nostri ragazzi non hanno il potere della parola noi invece glielo diamo”.
Grande soddisfazione per il premio: Moreno destinerà il contributo di 4.000 euro alla costituzione di una Fondazione Maestri di Strada “indispensabile per passare da un’amministrazione fondata sulla garanzia personale del presidente ad un’amministrazione garantita dal fondo di rotazione” e ha anticipato che come Maestri di Strada organizzeranno a Napoli il Congresso Mondiale della Trasformazione educativa nell'ottobre 2018, con il dipartimento di studi umanistici della Federico II. “Questo riconoscimento dà un senso a quello che è il nostro scopo”, ha notato il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi: “Educare alla bellezza e valorizzare la cultura con l'attenzione al territorio e a chi produce cultura, si occupa delle nuove generazioni e delle periferie”.

 

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