Una passeggiata sul Vesuvio con Erri de Luca

Rovine, bellezze, libertà e rinascita

Il 20 novembre i nostri ragazzi del Laboratorio teatrale delle arti, nello specifico quelli del laboratorio di Teatro, e dell'associazione Trerrote, hanno fatto questa bella esperienza con Erri de Luca.

In seguito ad una nostra richiesta di supporto sul tema della città ed il racconto, su come la città si racconta, come la città viene raccontata e cosa racconta la città lui, da buon poeta, ci ha risposto:
"una persona giovane di Napoli deve salire una volta sul Vesuvio, deve vedere i Campi Flegrei, la città sotterranea. Si deve accorgere di stare in un posto gigantesco, a contrasto delle strettoie, dei vicoli ciechi".
Ecco allora che ci siamo subito attrezzati ed abbiamo pensato a questa escursione.

"Comprendere quanta bellezza può nascere perfino da una catastrofe"

Le parole di Erri de Luca risuonano ancora nella nostra testa: la passeggiata tra le ceneri dell'incendio che questa estate ha devastato la nostra montagna ed i segni di rinascita che timidi e colorati emergono dal nero del legno arso, ci hanno fatto riflettere su come sia possibile trovare il bello anche nelle difficoltà.

Un piccolo assaggio del contributo di Erri de Luca lo potete assaporare in questo video


Vi riportiamo alcune riflessioni dei nostri ragazzi, tra i quali c'è chi, forse ispirato anche da Erri de Luca, si è improvvisato poeta.

 

"Il Vesuvio, la cosa che può ucciderci tutti ma che comunque caratterizza questa città.
L' esperienza di Lunedí sarà una di quelle che porterò nel mio viaggio poiché mi ha dato un insegnamento: per quanto sia alta una montagna, non é impossibile scalarla. Questo insegnamento é inspirato anche dalle parole di Erri De Luca. Come detto da lui, decise di andare via per poi un giorno ritornare, partí senza nulla e ritornò ricco di quelle che erano esperienze di vita. Vorrei poter seguire anche io i miei sogni, viaggiare per il mondo per scoprirlo e poi magari rimpatriare, dopotutto, anche se non sento di appartenere a questo contesto, Napoli é nel mio sangue, é pur sempre la mia città".

Gabriele

 

"Neapolis = nuova città.
Così che Napoli in imperterrite guerre si è portata avanti sporcandosi di sangue che il Vesuvio ha voluto lavare. Si perché il Vesuvio non sfruttava la semplice rabbia, come punizione ma semplicemente perché voleva pulire la propria terra... 
Erri De luca e le sue radici, già, ci ha accompagnato probabilmente per tutto il viaggio. Ci è rimasto impresso come un seme che ognuno ha coltivato con il sole e l'acqua data oppure lo ha lasciato agli uccelli. 
Mi permetto di disporre le mie parole secondo un ordine e di serietà come il posto in cui il pittore Mattero si metteva a guardare le stelle con quel suo albero di fianco, un amico, naturale e senza pregiudizi.
Delle tematiche abbiamo affrontato: la libertà, come il pensiero e il partire. Il viaggio come il pensiero nella mente e il partire. Il divertimento e la creatività che anch'esse hanno il pensiero e il partire. 
Immaginate il vostro paradiso: un posto dove ciò che vi lega non è il posto, non sono le persone, ma il stare bene. Questo ha un controsenso perché per stare bene vuol dire che stai bene anche col posto e con le persone. Ti senti parte di esso ma allo stesso tempo come un fossile nell'età moderna. Eppure egli vive in una crosta, dura, sola...come noi. 
Libertà di viaggiare con creatività e divertimento. Liberi di pensare, agire, creare idee e divertirsi a realizzarle. Un po’ come il teatro. Chi pensa, chi agisce, chi si diverte, chi pensa alla idea più vincente. Per cosa? Mostrarsi, migliorarsi, ampliare il suo hobby, tutte portano a cosa? Alla passione, ma ognuno la manifesta in modo diverso. La salita è in discesa e viceversa. In pullman ho scritto una poesia che intitolato "Vesuvio" ma il giorno prima ho scritto un'altra poesia "sgherro" si...ricordavo Valentino forse per semplice nostalgia. Abbiamo parlato molto io e lui. Ci siamo sostenuti attraverso delle parole senza fondamento. Ma alla fine della giornata, a casa...un vecchio sentimento di ardore ha scaturito la musa che ha composto un'altra melodia. L'ho intitolata "R come ragazza". 
Doveva essere una passeggiata rilassante tra la natura eppure noi...ripeto: noi. Ci siamo rilassati a modo nostro. Prendendo un insulso e volgare scritto "la Divina Commedia". Per fare cosa? Studiare le 3 cantiche divise in 33 canti più uno introduttivo(100) di 14 226 versi endecasillabi con rime incatenate. Se…tu si pazz, m vuò fa venì coccos a me. 
Recitare o semplicemente starci dentro. Da un semplice presepe impersonato da tutti a un giro attraverso l'inferno, il purgatorio e il paradiso con un bastone d'accompagnatore. Virgilio e la voce soave di Beatrice. Arrivati in paradiso chissà perché non mi sentivo così in pace, perché non ti senti così se non hai vissuto, se non hai amato, sofferto e amato ancora fino al diventare marmo che scolpito mostrerà la forza e il pregio dell'opera. Di una cosa inoltre sono contento, che Cesare sorrideva quando ci vedeva provare, forse per il nostro essere naturali, per parlare di letteratura, di attuarla come una scena continua senza tagli(una sequenza) o semplicemente la mia goffaggine che tra cappuccio alla assassin's creed e il bastone di San Giuseppe...non so cosa era peggio Ahaha...
Inoltre non facevo che mettermi in mostra ma non perché soffro di manie di protagonismo, cioè quello si...no aspè...si...no...forse sono bipolare...
Tornando seri più per protagonismo volevo sentirmi portatore di coinvolgimento per gli altri che magari si sentivano timidi o non sapevano come iniziare. 
Io e Gabriele abbiamo pensato la stessa cosa "io ho parlato perché magari potevo essere da input e da appoggio agli altri"... Un appoggio? Che cos'è? Una spalla, su cui piangere? No. L'appoggio ti rimette in riga. Ti lascia sfogare ma poi egli ti fa la ramanzina. Per questo dicevo che il Vesuvio da appoggio ha sentito le nostre le lacrime. Non ci sono mai stato...stare lì è stato come scoprire il sacro pertugio...aspè, forse è troppo. 
Tornando dal sentiero sono corso per parlare con Erri per chiedergli un incoraggiamento che da parte sua voleva dare ai giovani, però alla fine mi bastava capire lui come insegnamento. Vive da solo in campagna e non ha famiglia. Perché?
"Ho provato con qualche gentildonna ma niente, non perché non si volessero sposare, perché si sono sposate ma con me no" che dire "la capisco". Così ho risposto ahah. Una chiacchierata piacevole che mi porterò dentro.
Va bene...fatta la parte filosofica in breve volevo dire che quella giornata siamo stati liberi di fare ciò che volevamo come tutti abbiamo dato definizione. Ci siamo divertiti, assieme come tutti volevamo. Chi più, chi meno. Oltre i problemi che ci assillano anche al Vesuvio. Come diceva il pittore. Ogni cos è o'Vesuvio...probabile che il vulcano si senta solo e preso in causa da tutti, “ma nuj o vulimm ben p chest. Perché è come noi: chiù o'trattam na merd, chiù ce vo' ben...”
Grazie...il tuo splendore di desolazione è un ciclico ripetersi della natura".

Antonio

 

"Per me è stata una giornata rilassantissima pk siamo stati sul Vesuvio che un posto calmissimo con le persone giuste poi abbiamo parlato con Erri de Luca e abbiamo fatto delle domande pk lui parlava della sua vita sul Vesuvio io gli ho chiesto che avete provato qunado hanno accesso il Vesuvio.
Lui mi ha risposto gli incendi succedono da per tutto e mi dispiace che sia capitato al Vesuvio. Quando mi sono esclusa dal gruppo è stato per riflettere sul fatto che io abbandono sempre il gruppo ho deciso di cercare un approccio se dico questo pk nn l' ho mai cercato un approccio se venivi prima e mi facevi la domanda a chi conosci di piu li dentro io prima ti dicevo per ora ti dico che nn saprei rispondere alla domanda.vi voglio bene spero che rimaniamo gruppo sempre unito"

Lucia

 

R come Ragazza

"Mi sei scoppiata in corpo come un'eruzione, dopo tanto tempo un grande calore.
Mi piace fantasticare di essere il suo salvatore, il tuo cavaliere, il tuo adoratore.
C come cuore e S come sangue.
Credevi non ti amassi e invece credevi male.
Ti volevo baciare, mi sono trattenuto, il mio cuore lo voleva ma la mia mente non ha ceduto.
Ho lacrimato per la tua tristezza è ho guardato il blu perenne sprofondare nei miei occhi.
Ascolta queste parole perché non sono fatti ma hanno un valore.
Stringimi tra le braccia e dammi l'amore di cui ho bisogno."
 

Vesuvio

"Urla e risate distinte. Finti sorrisi. 
Continua indifferenza. Stupido orgoglio.
Lande desolate, sabbia pesante, vento freddo, dura corteccia.
Lenti come lumache, bava di tristezza.
Un paesaggio di fuoco, verde e periferico.
Hai lasciato la tua ira scatenarsi e ti hanno ripagato con la stessa rabbia. 
Vengo a omaggiarti, in ogni suo sentiero, cercando quello che più mi è veritiero.
Mi avvicino e mi allontano. Mi sento una fionda che non lancia lontano."

Antonio


 

 

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