Il nuovo volto di E-VAI

VII edizione

Anche quest'anno riparte il Progetto E-VAI, ormai giunto alla sua VII edizione, che ha l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica attraverso attività che non siano limitate esclusivamente ai tempi didattici, ma che siano estese all’intero territorio della VI Municipalità di Napoli (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio) e non solo, visto che ormai abbiamo "sconfinato" su altri quartieri come Scampia, Poggioreale e Forcella.
Il grande successo di E-VAI sta nelle attività territoriali, le quali, da un lato permettono di utilizzare le risorse del territorio favorendo legami con altre Associazioni e/o Enti, dall’altro favoriscono una formazione integrata tra saperi formali ed informali.

Il progetto E-VAI 2017/18 ha come sua peculiare caratteristica di non essere un progetto.

Non lo è nel senso che non presentiamo alcuna struttura progettuale predefinita, presentiamo una procedura attraverso la quale potrebbe svilupparsi un progetto congiunto oppure no.
L’idea che proponiamo è che le risorse della scuola e di Maestri di Strada possano concorrere a definire un progetto comune centrato sui docenti della scuola.

Vi elenchiamo una serie di attività che compongono il progetto:

Costituzione dello Spazio S.A.P.E.R.E.

• Viene costituito il gruppo di lavoro Spazio Aperto di Progettazione E Ricerca Educativa composto da:
• Psicologo scolastico e di Comunità (fornito da Maestri di Strada)
• Educatore (fornito da Maestri di Strada)
• Funzioni obiettivo competenti per la dispersione, il PTOF, la formazione dei docenti e quanti altri si ritiene opportuno
• Docenti già coinvolti in passato nella collaborazione con maestri di strada (solo quelli che lo desiderano)
• Tutti i docenti interessati con il solo impegno di partecipare a tutto il programma di attività
• Esperti in diversi ambiti d’azione coinvolti di volta in volta forniti da Maestri di Strada o reperiti in altro modo
• Il gruppo non deve superare le 25 persone.
• Il gruppo stabilirà una cadenza regolare di incontri in rapporto alle attività che intende svolgere.
• I due operatori di Maestri di Strada garantiscono una presenza ad orari regolari in modo da essere disponibili ad incontrare chiunque abbia da porre una esigenza.
• I due operatori di Maestri di Strada ascoltate le richieste pervenute, consultato il gruppo dispongono una analisi della richiesta stessa consistente nello svolgere tre incontri di “ascolto attivo” e di osservazione nella classe da cui proviene la richiesta.
• L’analisi della richiesta consiste di norma nella realizzazione di tre incontri in classe finalizzati a rilevare il potenziale creativo e cooperativo della classe. Tale attività si realizza con un esperto che propone alla classe stessa una situazione stimolo a cui segue una discussione in cui sono coinvolti tutti gli allievi. Un osservatore specializzato si incarica di compilare un rapporto narrativo sull’esperienza.
• Al termine dei tre incontri, che possono anche essere ravvicinati, c’è un incontro con tutti i docenti della classe. Questo incontro, basato sulla discussione delle osservazioni svolte, sarà finalizzato a rilevare il potenziale creativo e cooperativo del gruppo docente.
• Al termine di questa fase il gruppo di progetto costituito dagli operatori di Maestri di strada e da docenti di classe formula una ipotesi progettuale.


Formulazione dell’IPOTESI PROGETTUALE 

Ipotesi A:

Il gruppo docente ed il gruppo classe sono sufficientemente cooperativi e creativi;
in questo caso si concorderanno incontri periodici per fornire al gruppo docente quel supporto riflessivo necessario a consolidare le pratiche e quel supporto organizzativo necessario ad arricchire l’offerta formativa (ad esempio realizzazione di attività didattiche nel territorio, fruizione dei laboratori territoriali pomeridiani, realizzazione di specifiche unità didattiche per le quali i docenti desiderano la collaborazione di un esperto)

Ipotesi B

Il gruppo docente ed il gruppo discente non hanno ancora raggiunto il grado di coesione e di cooperazione necessario – questo può avvenire perché i docenti non hanno mai lavorato assieme in precedenza, perché alcuni docenti stanno su più scuole, perché esistono ipotesi pedagogiche non confrontate o integrate etc..; nel caso degli allievi ciò può avvenire perché ci sono allievi con un eccesso di disagi, perché la classe è troppo eterogenea e /o , per pregresse storie di dispersione difficoltà etc… – In questo caso si concorda un programma di lavoro finalizzato a sviluppare rapporti cooperativi degli allievi e per rinforzare la conoscenza e la cooperazione tra docenti. 

Ipotesi C: 

Il gruppo docente e/o il gruppo allievi versa in una situazione di forte difficoltà. Sulla base delle osservazioni e della progettazione si attuano interventi intensivi per ripristinale l’agibilità educativa della classe. In questo caso, in accordo con il dirigente scolastico, occorre attivare anche un programma intensivo di formazione in servizio e occorrerà attivare risorse diverse (es. interventi individuali e in piccoli gruppi).
L’apprendimento è una esperienza sociale ed emozionale, pertanto ogni percorso di formazione che non parta dallo stabilire buone relazioni sociali e buone relazioni con la parte profonda della psiche, quella emozionale – va incontro a demotivazione, cattivi risultati, dispersione in presenza o abbandono.
Le attività socioeducative devono promuovere contemporaneamente le capacità cooperative degli allievi e consentire una compiuta elaborazione di motivi di difficoltà e disagio che si manifestano lungo i processi di sviluppo.
Componenti base del lavoro socioeducativo sono l’arte e le narrazioni.


La bellezza educa

Arteducazione: L’arteducazione propone agli allievi produzioni artistiche nel campo delle arti visive e plastiche, che consentono agli allievi di esprimere il sé e dimostrare a se stessi che sono in grado di ospitare il bello. Affianco alle arti visive e plastiche c’è la musica, varie forme di danza e tutto quanto coinvolga i giovani nella produzione di bellezza.
Teatreducazione: Il primo ruolo del teatreducazione è la produzione di testi teatrali che è di per sé un’operazione complessa in cui i testi classici vengono ri-significati parte per parte e spesso modificati inserendo modi di esprimersi e sentire tratti dalla vita dei giovani stessi.
Successivamente attraverso mesi di preparazione si arriva a produrre un spettacolo professionalmente valido che vien rappresentato per un pubblico locale e sempre più spesso esportato in altre zone della città e in altre città.


La Narrazione
Le narrazioni sono fili narrativi per tenere insieme un percorso complesso tra territorio e classe scolastica, tra apprendimenti scolatici, competenze per la vita e competenze trasversali e lavorative.
I fili narrativi sono individuati in corso d’opera, in relazione alle occasioni e ai percorsi che vengono intrapresi in maniera condivisa tra tutti gli operatori del territorio e della scuola.
In un percorso narrativo confluiscono diverse attività anche scolastiche, i percorsi d’arte, il territorio con le persone che desiderano accompagnare le giovani persone nel processo di crescita.

Esempi
I fili narrativi già avviati o in fase di attivazione sono i seguenti:


Andiamo a comandare: Giovani sovrani - percorsi di formazione tra conflitti, convivenza mediazioni; attivazione di cooperazioni ed autonomia personale.

Che fatica! Che fatica pe’ truvà ‘na fatica: Percorsi di conoscenza degli ambienti lavorativi attraverso l’alternanza scuola lavoro e “work esperience”, ideazione di proposte per la responsabilità sociale d’impresa.

Fiera dell’est: Percorsi turistico-esperienziali nei tre quartieri della municipalità ed oltre, quale attività di conoscenza reciproca e pacificazione tra i diversi quartieri

Sisifo felice o A’ preta ch’a cammina: Percorso di condivisione per il disagio della civiltà, per l’attivazione personale di fronte a vari pesi e fardelli che la vita urbana carica su tutti

Terra terra: Percorso di esperienze riguardanti la coltivazione della terra, l’utilizzo di prodotti sicuri sia sotto il profilo biologico, sia sotto il profilo commerciale e della sana alimentazione.

O’ Sole mio: Percorsi di conoscenza e pratiche riguardanti la gestione ecologica dell’energia

Genitori se po’ fa: Percorsi di cittadinanza e cooperazione educativa per genitori


La Narrazione
Il narrare costituisce la trama in cui ciascun allievo può collocare la sua propria storia, può riconoscere di avere una storia e può pensare a progettare il suo futuro.
La partecipazione ad uno o più percorsi assegna a ciascun allievo un ruolo in una narrazione condivisa nel territorio, e al tempo stesso gli offre la possibilità di comporre la propria storia.
Il lavoro narrativo è affidato in primo luogo agli educatori, che offrono la propria mente per poter elaborare quanto le giovani persone non riescono a contenere e ad elaborare.
L’educatore accompagnando gli allievi nei diversi ambienti di apprendimento e accompagnandolo lungo i giorni e gli anni è in grado di aiutare la giovane persona a conservare quanto di positivo sperimenta in una identità sociale che contrasta con i vissuti di passività, di esclusione, di sudditanza.
L’educatore a sua volta è inserito in una narrazione sociale che coinvolge tutti gli attori della comunità educante


La Classe come Comunità
Le attività socioeducative in classe sono necessarie a riportare nel contesto scolastico quanto si matura fuori di esso, ma soprattutto sono necessarie perché la classe scolastica non sia solo luogo di apprendimento delle discipline ma anche luogo di vita in cui si impara a sviluppare un tipo di relazioni che sono caratteristiche degli ambienti educativi: lo sviluppo di legami derivanti da conoscenza reciproca, lo sviluppo di capacità cooperative legate allo sviluppo congiunto - socialmente condiviso - del pensiero riflessivo. Gli educatori quando vanno in classe lavorano insieme ai docenti per lo sviluppo di legami e delle competenze cooperative. Lavorando su questi filoni è possibile creare un ambiente umano accogliente che favorisce la crescita personale e la partecipazione di tutti gli allievi qualsiasi sia la particolarità delle condizioni da essi vissute. Questa strategia è una strategia di contenimento, ossia una metodologia che consente di riportare qualsiasi diversità, qualsiasi violazione e rottura del patto educativo in un gruppo che fa dell’attività riflessiva il motore della crescita, del cambiamento e della regolazione delle condotte individuali e collettive.


INTEGRAZIONE: Progetto Comunale P.A.T.T.I
Percorsi di Apprendimento Tra Territorio e Istruzione

Creazione di SPAZI DI RIFLESSIONE, PARTECIPAZIONE E PROGETTAZIONE

Punti di incontro e di sperimentazione educativa realizzati all’interno delle scuole e di centri di aggregazione territoriali che prendono il nome di AGORA’

SAPERE: spazio aperto di progettazione e ricerca educativa
Il gruppo SAPERE dei professionisti e professionisti complementari per la co-progettazione, formazione, monitoraggio 

AGORA’ SCOLASTICA “sbariamme”
• L’agorà Sbariamme’ punto di incontro con ragazzi in difficoltà e/o “dispersi in presenza”. Il termine ‘Sbariamm’ allude al fatto che in questo luogo ci si incontra e si dialoga con i ragazzi che non sanno bene cosa fare e cosa vogliono e trascinano distrattamente i loro passi in senso metaforico e reale

AGORA’ TERRITORIALE “passa e spassa”
• L’agorà “Passa e spassa” punto di incontro territoriale per i giovani dispersi nel territorio e senza una precisa occupazione in nessun campo (né a scuola, né in formazione né al lavoro =NEET) che passano e ripassano nelle strade della città senza avere una meta.

Percorsi di avvicinamento 
Un percorso comune a tutti è quello di avvicinamento e di dialogo con i giovani che si intende coinvolgere. In generale i giovani in condizione di dispersione o di rischio sono giovani altamente demotivati che non è possibile immettere ope legis in un progetto di recupero: il requisito indispensabile per avere una probabilità di successo nel lavoro di recupero è che i giovani stessi maturino una volontà di riscatto e di partecipazione, è necessaria quindi una fase di avvicinamento che può anche avere una durata estesa perché il giovane si convinca a partecipare.
Questa fase di avvicinamento prevede il coinvolgimento degli allievi attraverso delle piccole performance teatrali, Focus Group a classi intere, colloqui informali individuali ‘di strada’ con allievi che hanno già abbandonato la scuola, incontri informali con le famiglie.

Attività di rimotivazione e riorientamento
Per quei giovani che seppur iscritti a scuola, di fatto non la frequentano.
Questi giovani vengono seguiti da un tutor e organizzati in piccoli gruppi per frequentare quelle attività socio-educative, di arteducazione, di apprendimento territoriale necessarie a stabilire con loro una relazione di conoscenza e fiducia che permetta al tutor di affiancare il giovane nel riconoscere le proprie capacità e competenze e generare quella volontà di riscatto e di partecipazione, necessarie per indirizzarli a scuola, in corsi professionali, in apprendistato duale.
Grazie a queste risorse sarà possibile quindi ampliare le azioni previste dal progetto prevedendo interventi individuali di tutoraggio e in piccoli gruppi, che precedentemente non riuscivamo a prendere in carico.

 

Breve elenco dei laboratori

Quello che segue è l’elenco di laboratori già sperimentati e che possono essere attivati con opportune varianti a seguito della progettazione partecipata. Ogni laboratorio oltre ai contenuti specifici è indicato per lo sviluppo di competenze trasversali e metacognitive
1. Sviluppo dell’empowerment personale attraverso la partecipazione a:
a. Laboratorio di cittadinanza attiva e partecipazione “Sbariamm’”
b. Laboratorio Territoriale delle Arti ( teatro, danza, percussioni, cinema, fotografia, trucco ) 
c. Teatreducazione ( Attivazione degli operatori complementari) 
d. Laboratorio Terra Terra
e. Laboratori sportivi
2. Sviluppo della partecipazione della comunità educante
a. Riflessione educativa per gruppi di Genitori
b. Formazione e partecipazione degli educatori alla pari
3. Rimotivazione all’apprendimento delle discipline scolastiche attraverso i laboratori che sono attivati nelle scuole:
a. Laboratorio di Matematica
b. Laboratorio di Senso Civico
c. Laboratorio di Educazione Alimentare
d. Laboratorio di Storia
e. Laboratorio di Italiano (Giornalismo, scritture referenziali, narrazioni….)
f. Laboratorio di Arte (street art, murales, disegno …)
g. Laboratorio di Inglese

 INNOVAZIONE

Tutto l’impianto del progetto postula un paradigma pedagogico non trasmissivo, ma attivo e partecipante. Questo paradigma pedagogico si è andato consolidando nella nostra cultura partendo da molto lontano (ad esempio dagli studi di Vigotskj su Pensiero e linguaggio che sono cominciati negli anni 20 del secolo passato). Tuttavia nonostante essi possano considerarsi ormai parte di una tradizione sono innovativi rispetto ad un impianto istituzionale che è sostanzialmente trasmissivo nonostante le dichiarazioni di intenti in senso contrario. Questa importazione si è arricchita in corso d’opera di altri apporti tra cui i più importanti sono quelli della psicologia dei gruppi e quelli dell’arteducazione. Questi apporti sono stati resi operativi e riproducibili con lo specifico ed originale apporto di venti anni di pratica e di riflessione dei Maestri di Strada.
Sinteticamente le innovazioni sono:
1. Arte e bellezza quali forze trainanti che aprono al desiderio facendo breccia nella chiusura difensiva di giovani che hanno perso motivazione e non poche volte mettono in atto comportamenti di ritiro sociale più o meno grave.
2. Metodologia degli spazi aperti di progettazione di cui si è data descrizione estesa nella parte metodologica
3. Dimensione comunitaria dell’apprendimento e cura sistematica per la formazione e la riflessione delle diverse figure di ‘professionisti complementari’ indicati nella scheda metodologica.
4. Scambio creativo tra apprendimenti informali e formali: organizzazione di un flusso continuo tra gli apprendimenti che provengono dal contesto trasformati, attraverso il lavoro di tutoring, in crediti utili per gli apprendimenti disciplinari nelle discipline di base. Questo flusso è il fondamento teorico ed operativo del raccordo tra i percorsi scolastici e le attività laboratoriali e di recupero.
 

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