Interscambio sull'arteducazione: MDS - Axè

Napoli - Salvador de Bahia 26 agosto - 5 settembre

Questa estate, Maestri di strada ha percorso molti km per arrivare fino in Brasile e precisamente a Salvador de Bahia; non si tratta di un semplice viaggio di piacere, della classica vacanza estiva, o almeno non del tutto. Siamo stati invitati da AXé, una grande organizzazione che ha una sede anche in Italia, che ha realizzato, attraverso interscambi tra Brasile e Italia, numerosi corsi di formazione per educatori italiani. Durante questi incontri si è creata una rete tra le organizzazioni che in Italia sono sensibili, nel loro lavoro, al tema del rapporto tra arte ed educazione.

Projeto Axè” è una organizzazione no-profit nata nel 1990 a Salvador, Bahia (Brasile) ad opera di Cesare De Florio La Rocca, avvocato ed educatore fiorentino, con l’obiettivo di recuperare bambini e ragazzi di strada esclusi dalla vita sociale, affettiva ed istituzionale, attraverso una consolidata proposta pedagogica - Pedagogia del desiderio - di accoglienza ed inclusione. Axè segue oggi circa 900 bambini e ragazzi di Salvador (tra i 4 ei 25 anni di età) attraverso percorsi di recupero che includono l’apprendimento di discipline artistiche (musica, danza, arti figurative, moda), il sostegno alla frequenza scolastica, il ritorno in famiglia.

Vorremmo raccontarvi il nostro viaggio tramite un piccolo diario di bordo, a cui rimandiamo alcune foto nella galleria; al contempo ammettiamo che non è facile trasmettere le emozioni, gli odori, i colori e le sensazioni che questa terra e questi ragazzi hanno saputo trasmetterci, ma non possiamo tenerle solo per noi e quindi forza, venite a viaggiar con la mente insieme a noi.


DIARIO DI BORDO

25 agosto 2017 (un giorno prima della partenza) - messaggio di buon viaggio da parte del progetto Axè:

Il Responsabile di Axé Italia Rocco Fava accompagnerà 14 educatori di Maestri di Strada per un interscambio formativo che si terrà a Salvador-Bahia presso l'Axé dal 26 Agosto al 5 settembre.
Vi consigliamo di leggere questo breve articolo per conoscere una realtà amica di Axé che da più di 20 anni conduce una potente azione educativa nelle periferie di Napoli. 

I maestri di strada visiteranno Salvador de Bahia per apprendere sul campo il metodo arteducativo di Axè. Arteducativo, perchè l’arte è educazione. Il momento della scoperta dell’arte e della bellezza è, per i ragazzi di strada di Salvador, abbandonati da tutti, è anche il momento della scoperta del proprio esserci, del proprio valore, e, perchè no, della propria bellezza. I ragazzi recuperano così il senso della propria ricchezza e delle proprie possibilità e ricostruendo un proprio percorso nella famiglia, nella comunità, nella società.

Fate buon viaggio!!!

 

26 agosto - Si parte!!! Ancora un messaggio dal Projetto Axè:

Comimcia oggi la prima fase dell'intescambio tra Projeto Axé e Maestri di Strada, organizzato da Progetto Axè Italia. 14 educatori sono in volo, destinazione Salvador, per una full immersion di 10 giorni. Conosceranno il lavoro di Axé, le sue varie unità e i suoi lavoratori.                                                                                       

Napoli-Salvador: che il contagio abbia inizio! 

 

27 Agosto - facciamo un po' i turisti e ce ne andiamo allo stadio:

I maestri di Strada si dedicano un po' di temp libero e decidono (con tanto di maglietta del napoli), di andare a vedere una partita allo stadio (non si può andare in Brasile e non farlo).

Bahia vs Botafogo   1 - 2
Serie A brasiliana
domenica 27 agosto, 21:00
Estádio da Fonte Nova

Da Bahia è tutto, passiamo la linea allo studio.

 

29 Agosto - prima giornata di formazione:

Prima giornata di formazione all'AXE' ed incontro con i suoi ragazzi. L'unità del Pelhorinho - un intero quartiere prende il nome dal palo della gogna, dove gli schiavi venivano fustigati - ci ha accolto col gruppo delle percussioni. Mezzora di spettacolo ad un ritmo travolgente, con una potenza di suono che faceva vibrare tutto il corpo ed i muri. Energia vitale allo stato puro: AXE'

Cesare De Florio La Rocca - fondatore presidente, Marcos Candido - coordinatore di arteducação e gruppo responsabile del progetto axé ricevono Cesare Moreno-fondatore del maestri di strada ed educatori, Rocco Fava-Direttore del progetto axé Italia nello scambio Brasile e Italia! . Benvenuti!

 

30 Agosto - la multivisione del mercoledì:

Ogni mercoledì tutti i MDS si incontrano in una multivisione in cui condividere emozioni, pensieri e riflessioni di una settimana di lavoro a contatto con i ragazzi....anche a Salvador non ce la siamo fatta mancare! Se qualcuno aveva il dubbio che non tornassimo più ecco che abbiamo rinfrescata la memoria con una multivisione speciale: visione sulla baia, visione del lavoro, cielo stellato.

Bahia 30 agosto ore 01.00.

 

1 settembre: visita ai laboratori del Projeto Axè


Il giorno dei ritmi audaci e pigiatrici, eravamo tutti entusiasti, impossibili da parlare. Questi gli appunti di Cesare Moreno


Africa dentro di noi,
terra
energia
corpo
Respiro della vita
Ho sentito
Ho sentito la meraviglia
Anche le lacrime
Oltre a vedere e conoscere
Lacrime
Di pura conoscenza,
Afasia cognitiva
Corpi corde
Che non si toccano
Immersi nella stessa energia;
Corpi ressoantes con i tamburi
Eccitato dal ritmo.
Facce già viste in strada
Facce contratti con avidità
Occhi disposti a rubare
Sguardi mai dentro...
Fioriscono;
A G O R A
Volti seri e energici
Occhi sorridenti attenti al contatto
Occhi aperti per il futuro
Corpi aperti all'energia.
Lacrime che si bagnano
Un sogno che si avvera
Che stringono un cuore
Incapaci di contenere
L' orizzonte di un sogno
Che si è aperta.

 

3 settembre: compleanno del nostro presidente...Auguri Cesare!


Una giornata intensa, iniziata con una travolgete "gita in canoa" e conclusasi con dei piccoli festeggiamenti per il 72° compleanno di Cesare Moreno, che scrive:

Pensierino della sera: comincia il mio 72esimo anno di vita. Qui a Bahia è appena passata la mezzanotte ed ho ricevuto gli auguri di tutti i miei compagni di viaggio. E' appena finita la nostra giornata di riposo in cui tra l'altro abbiamo fatto una breve visita ad uno scampolo di foresta tropicale e l'incontro con un pitone molto domestico. Nel frattempo sono al lavoro con l'ennesimo bando con scadenza "a morte di subito" (espressione napoletana per la somma urgenza). 
La considerazione: è molto meno sfuggente un serpente che non la burocrazia, questi bandi somigliano di più a un elenco di punizioni preventive che non ad una richiesta di cooperazione, e non si capisce da che parte stia la testa. Buona vita al pitone che incontri il meno turisti possibile e non incontri mai un burocrate

 

4 settembre: Maestri di Strada e Projetto axè - ultimo giorno insieme (saluti)

Tutto l'universo di Projeto Axé saluta i maestri di strada ringraziandoli della loro venuta e augurandoli di tornare presto a Salvador da Bahia dos todos os Santos e da todos os Orixas. 

Il nostro saluto è il nostro grido:
AXÉ AXÉ AXÉ

Il nostro saluto va a voi: grazie per i momenti che abbiamo condiviso e grazie per ciò che ci avete trasmesso. Axè axè axè!!!
A presto ! 

 

7 Settembre: ritorno di Cesare in Italia - incontri ravvicinati del terzo tipo!

Ieri nel bosco di Chapultepec a città del Messico ho incontrato diversi scoiattoli. Questo mi si avvicina, tenta di arrampicarsi sulle mie gambe nude, ispeziona il bagaglio e si arrampica sulla maniglia del trolley fino a fissarmi negli occhi: 
io fotografo a man bassa ma lui evidentemente cerca altro. Scende e sta li in attesa. Io riparto e lui resta fermo a guardarmi al centro del viale: squittisce ed io capisco che protesta perché non gli ho dato niente.

Pensierino mexicano: rispettare gli altri non significa aiutarli a modo tuo ma rispettarli per quello che sono. Questo scoiattolo è stato trattato da mendicante ed ha imparato a fare il mendicante e alla fine protesta pure perchè non rispondi al suo 'bisogno'. Però è così bellino e sembra anche affettuoso! Alla carità pelosa c'è una risposta gratificante e siamo tutti felici. Sicuro?

 


 

Diamo spazio alla profonda riflessione di Guglielmo Pisani, nostro compagno di viaggio, che nel suo "diario di bordo personale" ha scritto: 

             .....è stata una corrente di letture e riflessioni scritte a Bahia a portarmi verso questa sintesi. In un certo senso non ho                      fatto altro che assecondare questa energia, questo Axè. 

 

Per un occidentale Orixà , Mandinga , Pai de santo , sono parole che rinviano senza residui al mondo magico. In questo mondo le cose hanno una personalità e non sono separate dalle persone diversamente da quanto accade nel diritto latino che distingue le res dalle personae. Esse possiedono una virtù che si trasforma e accresce nello scambio tra donatore e donatario. Donare qualcosa è come donare una parte di sé. L’orizzonte additato pare indietreggiare senza sosta mentre dischiude una dimensione «transidentitaria» in cui il soggetto si confonde con la cosa donata, i membri del suo gruppo, i cibi, le danze, la sua religione e cultura. Propulsore di questa dinamica dello scambio è l’Axé che percorre Salvador de Bahia: sisma energetico che si propaga per contagio di suoni, danze e gesti ieratici. E quando si è colpiti nel corpo dalle molteplici espressioni di un’energia, immediatamente si rivela il ritardo incolmabile di ogni medium, parola o scrittura.

È precisamente fra i segni concreti dell’Axè che viene a situarsi l’Interscambio tra i Maestri di Strada e gli operatori del Projeto Axè. Un corso di formazione impeccabilmente strutturato intorno al nucleo centrale dell’ArtEducazione, l’efficace proposta pedagogica elaborata in seno al Projeto Axé. Se il termine Formazione suona troppo spesso affine a scolarizzazione, specializzazione, sclerotizzazione, le 48 ore di corso diluite su 12 giorni a Salvador portano interamente a compimento la Deformazione sotto il comando spirituale dell’Axè. Si, perché nel culto afro-brasiliano del Candomblé la parola Axè vuole anche indicare il potere di far accadere le cose e non solo l’energia vitale che presiede tutti gli scambi di forze. Così accade che la Deformazione ricevuta si decifri sul piano delle commozioni subite, emozioni in grado di scardinare gli ingranaggi specialistici dell’automa cogitante, prodotto seriale delle prestigiose Università europee.
Reimpiegando in modo carnevalesco alcuni paradigmi dell’etnografia e dell’antropologia ho giocato a travestire questo Interscambio, ibridando elementi diversi per produrre una trasfigurazione sintetica. La scelta metodologica operata rinvia all’osservazione e alla successiva adozione del principio sincretico che struttura il Candomblé bahiano. Nella città santa di Bahia, la compenetrazione fra i culti mette in luce la dimensione evolutiva all’interno del processo di definizione di una comunità religiosa afro-brasiliana. Il Candomblé appare così come una proliferazione di culti che si sviluppano influenzandosi reciprocamente. Nei primi anni dell’Ottocento l’istituzionalizzazione del culto è già il risultato di una compenetrazione fra il sistema del Calundu e le influenze delle diverse tradizioni o “nazioni”: Angola, Congo, Ewe, Nagôs, Ketu, Ijesha, etc… Anche i santi cattolici trovano spazio nel pantheon delle divinità del Candomblé. La loro integrazione rispondeva all’esigenza di poter aggirare le persecuzioni cristiane in epoca antecedente al 1946, anno della concessione della libertà di culto voluta dallo scrittore brasiliano Jorge Amado.
Analogamente, la comunità bahiano-napoletana - operatori del Projeto Axè e Maestri di Strada – riunita dal 26 Agosto al 5 settembre a Salvador, adotta il medesimo principio sincretico che informa il Candomblé bahiano. Lo scambio di esperienze e saperi differenziati, lungi dall’essere vissuto come contraddittorio, vale piuttosto come strategia efficace per far fronte alle avversità costanti che minano il mondo dell’educazione. Delle pratiche pedagogiche sperimentate sono state risignificate ed investite di nuove intenzioni mentre nuovi modelli operazionali sono stati reinterpretati a partire da vecchie significazioni. Nel quadro di questa dialettica che rinvia al sincretismo fra i santi cattolici e le divinità afro-brasiliane ho voluto isolare alcuni momenti significativi dell’Interscambio. Si tratta di brevi episodi che vengono a rodere l’involucro delle nozioni scientifiche adoperate e gettano un ponte tra esperienza e competenza, teoria e pratica, reimpiegando su un altro piano la vocazione sincretica che mostra il Candomblé. Lo scambio dei saperi e la pluridisciplinarità come reazione al mummificante specialismo delle discipline universitarie. In sintesi: San Gennaro ha finalmente trovato il suo Orixà.
L’OFFERTA. I riti di Candomblé prescrivono delle istruzioni precise in merito alla preparazione dei cibi offerti alle divinità e ai fedeli. La cuoca prepara tanti piatti quanti saranno gli dei invocati durante la cerimonia. In questo sistema ogni cibo è assegnato ad una divinità (il riso senza sale di Oxalá, il pollo alla xinxin d’Oxun), all’interno di una più ampia dinamica dello scambio in cui le cose sono fuse e confuse con i loro spiriti, i loro autori, i loro strumenti. Mangiare il cibo offerto equivale a consumare una parte dell’identità del donatore, dei membri del suo gruppo, della loro religione e cultura. Gli strumenti pedagogici, insieme con i banchetti offerti ai Maestri di Strada presso il Centro Operativo del Projeto Axè, riconducono alla logica della circolazione di doni che manifesta il Candomblé bahiano. I Cibi e le bevande dei banchetti presentano una varietà che corrisponde alle molteplici funzioni degli operatori del Projeto e, analogamente, alle numerose divinità invocate durante i riti di Candomblé. Mangiando i cibi dell’Axè, i Maestri di Strada digeriscono ed incorporano le esperienze raccontate dagli operatori del Projeto, assimilando simultaneamente l’Axè del Cesare La Rocca orgoglioso di offrire la prata de casa .

LE DANZE. Durante la visita all’Unità di Danza e Capoeira del Projeto Axè, i Maestri di Strada prendono parte alle performances preparate da insegnanti e danzatori. Nelle aule dell’Unità Augusto Omolu la danza, in tutte le sue espressioni, mostra concretamente il più alto esempio della forza delle cose scambiate, obbligando nello stesso tempo il donatario a partecipare al gioco dello scambio. Rimanere indifferenti davanti ai danzatori dell’Axé è impossibile. Gli elementi della natura sembrano possedere questi corpi che eseguono rigorosamente le leggi di una matematica universale e segreta finemente auscultata dalla coreografa. I gesti dei danzatori rispondono e provocano i ritmi delle percussioni, essi evocano i miti della cultura afro-bahiana nello stesso istante in cui colpiscono i Maestri di Strada prendendo forma di cascata, vento, fuoco. In un transfert inesauribile da corpo a corpo, le danze hanno innescato una sorta di delirio che rivela alla comunità napoletana l’economia del dono praticata dall’Axè. Ma cos’è che obbliga adesso a rendere i doni ricevuti?

IL POTLACH. Marcel Mauss ha studiato nelle comunità melanesiane ed indiane del nord-ovest americano il Potlach, fenomeno che sintetizza il funzionamento di società basate sul sistema dei doni scambiati. Si immagini un’immensa festa che raduni una o più tribù, banchetti, danze ed uno scambio agonistico di ricchezze che a volte arriva fino alla distruzione delle stesse. L’essenza del potlach è nell’obbligare il donatario a rendere il dono ricevuto, inaugurando una rete di relazioni - religiose, nuziali, commerciali - che perdurino nel tempo. Tramite questa festa il capo gruppo «uccide la ricchezza all’ombra del suo nome» per schernire il principio dell’accumulazione dei beni e ridistribuirli alla comunità. Nello stesso tempo però impegna la comunità a rendere i doni ricevuti e a innescare quella circolazione di scambi produttrice di relazioni sociali differenziate. Si tratta di una politica che nulla ha in comune con il baratto, l’elemosina, l’assistenzialismo. L’obbligazione a rendere i doni ricevuti mette in gioco l’onore e la faccia del donatario obbligandolo a sua volta ad essere donatore e ad offrire più di quanto ricevuto al momento del primo scambio. Infine, a ratificare l’alleanza stretta per la circolazione dei doni, si offrono in pegno gli oggetti preziosi e rappresentativi del gruppo. Ognuno di questi oggetti ha una sua individualità, un suo nome, una sua virtù produttrice che propizierà la buona sorte degli scambi futuri.
È in un reputato ristorante di Bahia che si consuma il “potlach” tra il Projeto Axè e i Maestri di Strada. Se come vuole un mistico del Candomblé: «il sangue è l’axè di tutto ciò che respira»; le ingenti quantità di carne mangiate dai Maestri di Strada assicurano un’autentica trasfusione di axè. Nondimeno, al di là degli episodi comici e pantagruelici che hanno rallegrato il banchetto, l’effetto prodotto manifesta le sue proprietà ben oltre l’appagamento procurato dal churrasco. La domanda ha definitivamente assunto la sua fisionomia particolare: Come rendere i doni ricevuti dal Projeto Axè? Qualcosa si è innescato che pretende una controprestazione, qualcosa reclama il perdurare dello scambio. È già un evidenza per tutti che si concretizza al momento del dono di uno scettro indiano della giustizia da parte di Cesare La Rocca (Projeto Axè) a Cesare Moreno (Maestri di Strada). Lo scambio altamente simbolico fra i due leader viene a siglare un’alleanza stretta sotto la costellazione di un’economia dello scambio a carattere interdisciplinare, delineando i contorni di un progetto che veda crescere insieme due realtà vicine e lontane nutrite dalla commutabilità delle influenze.

Ho lasciato i Maestri di strada “in freve” , impegnati nella programmazione della seconda parte dell’Interscambio che si svolgerà a Napoli. All’interno delle multi-visioni che hanno corroborato il gruppo anche a Salvador, ho sentito farsi dominante il desiderio di voler offrire agli operatori del Projeto Axè un’accoglienza uguagliabile a quella ricevuta. Tutti i mezzi e le risorse saranno impiegati per rendere i doni dell’Axè e proseguire l’alleanza tra due comunità educatrici che, invece di temere la distanza e le differenze, sanno scorgere nell’Altro un imprescindibile contributo sulla via del perfezionamento.

Lo scambio continua…
Axè, Axè, Axè!
 


Presto potremo ricambiare l'ospitalità del proggetto Axè...perciò continuate a seguirci.

Per ora il nostro diario di bordo si conclude qui, ma siamo certi che scriveremo presto altre pagine. 

Axè Axè Axè!

 

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