Formazione docenti a Sciacca

16 - 18 Febbraio 2017

In una realtà complessa e difficile come quella che oggi contraddistingue la scuola italiana con le mille richieste e problematiche da dover accogliere, L’Associazione Maestri di Strada si propone di sviluppare con docenti, dirigenti, educatori percorsi di formazione che favoriscano un processo di riflessione in cui interagiscono i percorsi di crescita degli allievi, lo sviluppo professionale e la crescita di una comunità di apprendimento in grado di contenere le tumultuose emozioni connesse ai processi di crescita e sviluppo.

Questo mese siamo andati a Sciacca ed abbiamo incontrato circa 130 docenti ed insieme abbiamo parlato del sostegno all’apprendimento, del ruolo della comunità educante nell’apprendimento, dei nostri metodi di educazione e degli antecedenti del metodo dei Maestri di Strada.

Seguono gli appunti del nostro intervento


Il sostegno all’apprendimento 
L’apprendimento è il frutto di una decisione interiore, di una volontà di apprendere che è sostenuta da una più generale volontà di vivere pienamente la vita.
La demotivazione all’apprendimento è strettamente correlata a forme di disagio esistenziale che vanno dall’apatia alla rabbia tutte emozioni che si generano nel contesto delle relazioni sociali. Una relazione sociale è sufficientemente buona quando fornice alle giovani persone sostegno emozionale ossia fiducia ed incoraggiamento, contenimento rispetto ad oscillazioni emozionali che nei giovani sono frequenti, ampie e, il più delle volte, inaspettate. Il contenimento emozionale si dice ‘fa accadere il pensiero’, lo rende possibile in quanto la piena delle emozioni- positive o negative che siano – impedisce il movimento del pensiero, non lascia spazio alla riflessione.

Per motivare all’apprendimento è quindi necessaria l’esistenza di una ‘comunità educante’ che sia in grado di contenere le emozioni delle giovani persone e sostenerle nel percorso di conoscenza. Per prima cosa quindi affrontiamo il ruolo della comunità.


Il ruolo della comunità educante nell’apprendimento
il disagio dei giovani delle periferie emarginate rappresenta lo stato acuto di un disagio che pervade l’intera società in quanto le strutture scolastiche e la cultura pedagogica un tempo sufficienti sono oggi inadeguate a cogliere la complessità del mondo reale e le difficoltà di crescita dei giovani che coinvolgono le classi agiate talora in modo più vistoso che le classi emarginate.

Occorre sostenere lo viluppo delle comunità educanti con la pratica di spazi educativi aperti in grado cioè di accogliere lo sviluppo continuo della comunità stessa e di sostenere la crescita delle nuove generazioni. 

Per fare questo facciamo appello innanzi tutto ad elementi che ci sono tramandati dalla tradizione pedagogica e che sono ancora oggi validi e che Maestri di Strada ha riorganizzato in funzione di una ‘educazione metropolitana’ adatta ai tempi d’oggi. 


Antecedenti del metodo dei Maestri di Strada
Del metodo Montessori ci piace la centralità del punto di vista del bambino, spaziale oltre che emozionale e relazionale, cosa che del resto è l’aspetto che ha fatto della Montessori l’unica pedagogista italiana e moderna di portata mondiale ed apprezzata dal più grande pedagogista di oggi Jerome Bruner , apprezziamo particolarmente l’idea che l’allievo debba essere attivo nel prelevare materiali e cogliere occasioni che gli sono offerte da un ambiente di apprendimento ricco ed accurato. 
Ci piace che l’insegnante abbia un ruolo di regia rispetto all’iniziativa autonoma dei bambini piuttosto che quello del domatore che in punta di frusta comanda gli esercizi più complessi. 
Non ci convince come affronta i problemi dello sviluppo dal bambino all’adolescente, o meglio, siamo convinti che questo metodo fino ad ora non abbia avuto la capacità di trasformarsi in funzione di un’età tumultuosa come la preadolescenza. Maestri di strada portando anche nelle scuole media e nelle scuole di periferia la stessa puntigliosa attenzione alla cura dell’ambiente educativo, ritiene di proporre uno sviluppo creativo di questo metodo nei successivi livelli scolastici. 
Maestri di strada curando la partecipazione della comunità educante e curando l’interazione con gli ambienti non strutturati delle città iper moderne ritiene di avere esteso i principi della Montessori agli ambienti non formali e formali come richiesto dalla direttiva europea sugli apprendimenti informali del 2001.

Del metodo di Steiner ci sembra di dover condividere l’esaltazione del laboratorio e della creatività che per noi sono entrambi le porte d’ingresso per il coinvolgimento profondo degli allievi . 
Ci piace anche l’educare ed istruire negli ambienti naturali e non solo in quelli appositamente organizzati, e attraverso l’assunzione di incarichi pratici e di servizio. 
Condividiamo anche l’attenzione dedicata alla partecipazione dei titolari della cura parentale.
Non possiamo condividere, per puri motivi pratici, che le scuole steineriane siano riservate a chi può sostenere altissimi costi.
Maestri di strada opera una didattica nel territorio mobilitando il territorio stesso e chiamando a raccolta in un processo partecipativo persone e categorie professionali del territorio che si attivano nell’ambito di uno scambio civile (vs. scambio monetario) per attivare la comunità educante. 
Questa tecnica da noi battezzata, “educazione basata sulla comunità” offre il doppio vantaggio di sviluppare pratiche altamente significative per i giovani in quanto basate sulla gratuità del dono e al tempo stesso a basso costo monetario in quanto basate sulla partecipazione di cittadini attivi e professionisti complementari . 

Della pedagogia di Neill, - scuola libertaria di Summerhill - ci piace molto l’idea che il percorso di apprendimento possa essere liberamente scelto da un bambino o da un giovane che vive in un mondo ricco di stimoli e comunicazioni. 
Questa idea sviluppata in modo non settario avrebbe potuto portare a considerare le innumerevoli sollecitazioni della città iper moderna ed del cyber spazio come sollecitazioni feconde per lo sviluppo di autonomi percorsi personali.
Ci piace anche che il percorso educativo sia sessuato, che si consideri l’educazione di genere e il rispetto della diversità di genere come fondamento di qualsiasi altra educazione. 
Ci piace il forum delle famiglie perché per poter partecipare all’impresa educativa le stesse famiglie hanno bisogno di crescere insieme ai figli che crescono. 
Non ci convince che un processo complesso di tal fatta non sia sufficientemente dotato di punti di riferimento adulti, autorità in grado di far “far accadere il pensiero” contenendo le oscillazioni emozionali, fornendo una sponda e un argine al dilagare di emozioni incontrollate che hanno origine tanto nelle dinamiche interiori proprie di una persona che cresce tanto nell’iper sollecitazione emozionale che deriva da un mondo globalizzato.. 
Maestri di strada cerca di realizzare questa pratica di libertà chiedendo ai giovani di sottoscrivere liberamente ed autonomamente un patto educativo personalizzato; offrono ai giovani una pluralità di occasioni formative territoriali in cui scegliere , istituiscono comunità permanenti di confronto tra i giovani che consentono anche un confronto tra i generi, tiene sistematicamente attività di sostegno alla genitorialità per migliorare la cultura educativa del territorio.
Infine, attraverso gli educatori e tutor adulti, non lascia mai i giovani soli di fronte ad emozioni e sollecitazioni del mondo reale che potrebbero scoraggiarli.
Sognare insieme ciò che oggi non siamo è il metodo con cui Maestri di strada tiene insieme la necessità del contenimento e la prospettiva del progetto.

Da Barbiana abbiamo preso l’idea che i ragazzi sono cittadini oggi e che l’essere cittadini qui ed ora è l’unico modo per sviluppare un pensiero riflessivo - critico - nei confronti del mondo così com’è e nei confronti di qualsiasi descrizione del mondo, viziata da ideologie del privilegio e del comando. 
Abbiamo preso la forza dirompente e politica del prendere parola. Prendere parola per unire, per “sortire insieme” dalle difficoltà, sconfiggendo l’oppressione dell’animo indotta dall’obbedienza e dalla sudditanza.
Abbiamo preso la fede nella forza costruttiva dell’amore che lega gli uomini tra loro e che, come ebbe a dire lo stesso Lorenzo Milani sul letto di morte, va anche oltre la fede in un dio personale.

 Dalla cooperazione educativa e da tutti quelli che hanno ispirato il metodo cooperativo prendiamo l’idea che l’apprendimento delle giovani persone e l’apprendimento degli adulti e dei professionisti che accompagnano la loro crescita sia sempre cooperativo e sia sempre co-generato da un tessuto di relazioni cooperative, che concorrono allo sviluppo di un pensiero produttivo che è la perfetta antitesi della competizione di mercato che produce scissioni distruttive tra le persone e dentro di esse.

Da Vygotskij e Bruner abbiamo preso nel modo più totale il ruolo della parola nello stabilire spazi di libertà per il pensiero. Il pensiero è generato dalla parola, viene generato con la parola: insieme e attraverso la parola. Creare spazi di parola e quindi di pensiero nella mente e nella conversazione sociale dei giovani è il punto centrale per rimotivare all’apprendimento e per la rinascita dei giovani all’essere cittadini attivi. La parola deve farsi spazio negli ingorghi emozionali dell’età giovanile e delle metropoli. 

Da Bruner abbiamo preso sopra ogni altra cosa il ruolo delle narrazioni nel costruire comunità che apprendono e che educano. La presa di parola narrativa ci consente di istituire isole comunitarie nella crisi del rapporto intergenerazionale e nel caos emozionale della città globale ipermoderna. La nostra è una educazione metropolitana come non lo è mai stata alcuna pedagogia precedente.

Da tanti altri e non solo dagli psicopedagogisti, abbiamo preso il ruolo della metafora e degli spazi traslati in genere ( gioco, teatro….) come spazi mentali o scenici in cui sia possibile sperimentare copioni esistenziali diversi da quelli prestabiliti.

Da tanti altri e specialmente dalla pedagogia di Axé abbiamo appreso l’idea dell’arteducazione, dell’arte di per sé educativa che rende le persone migliori e ricche di speranza senza prediche, senza eserciziari, senza registri. 

Da Danilo Dolci abbiamo preso l’idea di ‘città distribuita’ in cui ogni presenza e preesistenza di elementi naturali, manufatti artistici e/o funzionali, cittadini organizzati sia considerato attivo e dotato di forza generatrice, maieutica, in una relazione ecologica in cui l’equilibrio della mente e quello del territorio vissuto – oikos – si tengono assieme 
Da Danilo Dolci ed altri abbiamo appreso quanto gli stati contemplativi della mente e la poesia che da questi può sprigionarsi contengano tensione creativa e forza produttiva che va oltre la ragione e l’assurdo, così come riassunto da questa poesia che esprime anche tutto quello che abbiamo scritto in precedenza: 


Ciascuno cresce solo se sognato
C'è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato. C'è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d'essere franco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.


Educazione ed istruzione secondo i Maestri di strada
Istruzione è anche educare ma non esaurisce l’educare. Lo scenario dell’istruzione è un’istituzione separata, sono i saperi organizzati. Lo scenario dell’educazione è l’ambiente di vita, dove i saperi allo stato nascente sono intrecciati alle competenze di vita. L’istruzione e la scuola sono centrali quando informano e migliorano la mente fornendo a ciascuno gli attrezzi mentali necessari a maneggiare realtà complesse e difficili, istruzione e scuola sono quindi centrali nel promuovere lo sviluppo umano ma non sono in grado di assolvere da soli a questo compito. Diversamente, come pure è accaduto nella storia, si trasformerebbero in istituzioni totali pericolosamente simili agli universi concentrazionari propri degli stati totalitari. La finalità dell’educazione è la sovranità: il potere sovrano, che sta sopra, sopraintende all’attività umana; la sovranità del cittadino di fronte allo Stato. La finalità dell’istruzione è fornire ciascuno gli attrezzi mentale per assumere il potere su di sé.
Il processo di sovranità, di assunzione del potere, è basato su tre elementi tra loro solidali: consapevolezza, efficacia, riconoscimento. 
Se io fossi un re, ma senza saperlo io stesso, non sarei affatto un re. Se fossi solo addestrato 
Se avessi invece la ferma fede di essere un re, Se fossi consapevole di ciò che so fare
e questa stessa opinione fosse creduta da tutti gli uomini insieme a me, e fosse riconosciuta la mia efficacia
ed io avessi per certo che tutti gli uomini lo credono, e sapessi di essere riconosciuto, 
sarei davvero un re, e mia sarebbe tutta la ricchezza del re, 
e niente di essa mi mancherebbe. allora sarei cittadino sovrano.
Queste tre cose sono necessarie, se devo essere un re. Se me ne mancasse anche soltanto una, non potrei essere re. (Meister Eckhart)

Il processo di sovranità secondo i Maestri di Strada si articola in cinque obiettivi specifici.

 
1. Personalità
Personalità è ciò che ci rende riconoscibili ed affidabili a noi stessi e agli altri, socialmente individuati cioè unici e parte di un organismo sociale complesso.
La personalità non si sviluppa nella solitudine dello studio o nel calore degli affetti, ma nel confronto attivo in gruppi sociali, nasce dai legami e mai contro di essi. Tutte le esperienze sociali che promuoviamo mirano alla crescita personale di ciascuno e mai a livellamento delle persone che ha sempre un carattere invidioso e vendicativo che è estraneo al compito educativo.
2. Presenza
Presenza è cuore vigile, capacità di pronta risposta alle sollecitazioni dell’ambiente. Abbiamo una crisi della presenza quando ci sono stati di prostrazione fisica e o psichica, quando siamo agiti da forze interiori o esteriori piuttosto che vigilare su esse.
Il benessere psicofisico ha sede nel corpo, il rispetto e la cura dei corpi è il fondamento necessario di qualsiasi progetto educativo. Senza cura del corpo la presenza e l’apprendimento sono precari.
3. Efficacia
Efficacia è competenza nel fare, nell’azione, trasformazione attraverso le mani e la mente di una materia prima. Si trasformano gli oggetti, le organizzazioni, i pensieri. Fare esperienze di attività trasformative è l’unico modo di conquistare il senso di efficacia.
4. Socialità
Ogni attività educativa è anche un’attività sociale, una realizzazione sociale, sviluppo di legami. Solo l’ambiente sociale che si attiva in una relazione educativa è in grado di restituire alla giovane persona il significato sociale della sua crescita. La cura dei momenti sociali, il mettersi in mostra, ciascuno rispetto ad ogni altro è indispensabile al lavoro educativo. 
5. Arteducazione
L’arte in ogni sua forma esprime ciò che resta inespresso nella vita, esprime il bello, rende possibile gli stati contemplativi, sospensione assoluta dell’azione che è di per sé educativa in quanto rompe il flusso della necessità. Il bello costituisce un diritto umano inalienabile, uno spazio di libertà indispensabile soprattutto dove la necessità incombe, uno spazio onirico dove i sogni sembrano impossibili.

 

Torna al diario

Sostieni Maestri di Strada

Compila i campi richiesti e fai la tua donazione. Poco o tanto non importa, il tuo supporto renderà possibile il sereno svolgimento delle nostre attività formative per ragazzi a rischio dispersione.

Riservato alle donazioni aziendali

Modalità di pagamento

Dona tramite PayPal senza commissioni. Al termine della procedura sarai indirizzato alla pagina di pagamento PayPal.

Puoi effettuare il bonifico entro 3 giorni dall’intenzione di donazione espressa in questa pagina.
I dati per effettuare il bonifico sono: Intestatario: Ass. Maestri di Strada Banca: Banca Prossima
IBAN: IT64 V033 5901 6001 0000 0075 313
BIC: BCITITMX (Donazioni dall'Estero)

Il tuo messaggio