Storie di.....Emanuele

Punti di luce in un vicolo buio

Sono storie che brillano tra tante e non tutte hanno un bel lieto fine, ma ci piace raccontarle perché ci piace pensare che per ognuno dei nostri ragazzi il futuro riservi una buona stella….

La prima storia che vi raccontiamo è quella di Emanuele, un giovane 13enne che nell’anno 2012-2013, dopo una serie di tira e molla, partecipa al progetto E-VAI, agganciato dal laboratorio di Teatro.
Quando l’abbiamo conosciuto, si è presentato sin da subito con la classica carta d’identità del ragazzo “sfasteriato”, di chi non ha voglia di fare nulla se non dare fastidio e far confusione, come il ragazzo che sa che il suo destino è la strada ed i “mestieri” che ne conseguono. Eppure con noi è cambiato: con non poco lavoro siamo riusciti a “farlo calmare”, ad ammansirlo e renderlo parte attiva del nostro “mondo”. La scuola non gli piaceva per nulla; ci andava ben poco …tanto a che serviva? Ma alla fine è riuscito a conseguire il titolo di licenza media. All’esame ha presentato una tesina su “Sogno di una notte di mezz’estate” di Shakespeare, che aveva rappresentato con noi nel Laboratorio di Tetro (parafrasando la commedia del drammaturgo inglese: “Sogno di una notte di mezz’estate a San Giovanni”), e ciò ci ha reso molto orgogliosi, come un padre che si accorge che il figlio ha creduto nei valori trasmessigli tanto da portarlo come modello per “far bella figura”.
Ma purtroppo non siamo riusciti a convincerlo a continuare gli studi e con la fine della scuola media per un po’ sono finiti anche i contatti con lui….ma per poco.
Noi cerchiamo sempre di mantenere i rapporti con i nostri ex allievi, ci teniamo informati su ciò che fanno e sui loro interessi e lì dov’è possibile li accompagniamo e sosteniamo nel difficile passaggio da scuola media a superiori, cercando di indirizzarli verso l’indirizzo più idoneo alle loro capacità e gli proponiamo durante l’anno nuove attività da svolgere insieme.
Con Emanuele c’è stato poco da fare: la scuola non gli piaceva proprio, voleva lavorare per guadagnare qualcosa di soldi ed essere autosufficiente.
Grazie al progetto Giovani per i Giovani partito quest’anno, è stato possibile reclutare alcune nostre vecchie conoscenze, quelle che hanno dimostrato interesse e voglia di “cambiare”, quelli che hanno cercato in noi un’ancora a cui aggrapparsi per uscire da un mare in cui forse non sapevano nuotare. Ed è proprio così che abbiamo riagganciato Emanuele: gli abbiamo offerto l’opportunità di svolgere un Tirocinio formativo, che non lo allontani dall’istruzione, scolastica o lavorativa che sia.
Oggi Emanuele sta svolgendo un Tirocinio di Pizzaiolo presso la Fondazione Leone; sta imparando un mestiere di tutto rispetto (di cui lui stesso ci aveva dimostrato interesse e passione anni fa) che gli permetterà di inserirsi lavorativamente parlando presso una vera pizzeria nella stagione estiva. Ne ha fatti di passi da gigante.
Vi riportiamo un’intervista che gli abbiamo fatto tempo fa quando lavorava come ragazzo tuttofare in una pizzeria, nella speranza di imparare qualcosa e di allontanarsi da un contesto, quello del suo quartiere, che lo spaventava per la sua “familiarizzazione” con la morte:

NICOLA: ti possiamo fare una intervista in pizzeria?
EMANUELE: no m n'aggia j, aggia J a faticà
NICOLA: allora però presentati
EMANUELE: no quand mai
NICOLA: lo presenti io. Allora Emanuele è uno dei ragazzi che ha fatto teatro con noi, mo deve fare il film e oggi non è venuto perché deve lavorare. Sta pure per fare il corso di pizzaiolo oltre a fare il pizzaiolo. Mo devi rispondere alle domande a cui hanno riposto tutti loro. Allora, nome e cognome
EMANUELE: Emanuele Ercolano
NICOLA: quanti anni?
EMANUELE: 16
NICOLA: 16 anni. Di dove sei?
EMANUELE: Barra
NICOLA: del rione?
EMANUELE: Bisignano
NICOLA: e dove sta?
EMANUELE: (fa un gesto con la testa verso dietro)
NICOLA: allora ti abbiamo acchiappato proprio nel tuo rione. Ti facciamo delle domande lampo.
EMANUELE: A volo però
NICOLA: che cosa ti piace nella vita, che cosa ami?
EMANUELE: A pucchiacc
NICOLA: Uno, poi?
EMANUELE: O pizzaiuol
NICOLA: fare il pizzaiolo. E poi?
EMANUELE: Bast
voce fuoi: ma parl italiaaan
EMANUELE: nun sacc parlà italian
NICOLA: non è vero
EMANUELE: comm'è nun è over, wuagliù o sapit, lor o sann
NICOLA: vabbè scusa ma ti è piaciuto far la parte nel teatro?
EMANUELE: Comm
NICOLA: allora ti piace pure quello
EMANUELE: (fa segno con la testa di si)
NICOLA: quindi ti piacerebbe continuare a fare questa cosa del film
EMANUELE: comm
NICOLA: e allora perché non lo hai detto?
EMANUELE: E che aggia ricer
NICOLA: ti piace vivere in Italia?
EMANUELE: No
NICOLA: non ti piace vivere in Italia? E perché non ti piace?
EMANUELE: E pecchè nun m piac. C sta troppa munnezz in Italia
NICOLA: in tutta Italia?
EMANUELE: A tutt part non solo in Italia
NICOLA: te ne vorretsi andare quindi?
EMANUELE: (fa segno con la testa di si)
NICOLA: e dove andresti a vivere?
EMANUELE: Bho
NICOLA: oppure che cosa cambieresti dell'Italia per viverci e starci bene?
EMANUELE: a camorr
NICOLA: sicuro?
EMANUELE: (fa segno con la testa di si)
NICOLA: ma perché influisce dentro la tua vita la camorra?
EMANUELE: A schif
NICOLA: e perché?
EMANUELE: Alza le spalle
NICOLA: no, questa cosa sono d'accordo con te la capisco, però ci fai un esempio di che cosa rende brutta la tua vita il fatto che esiste la camorra
EMANUELE: mor troppa gent
NICOLA: sono morte anche persone che conoscevi
EMANUELE: (fa segno con la testa di si)
NICOLA: e quindi questa cosa nella tua vita che significa
EMANUELE: m fa mal pecchè moren e cumpagn mij, mor a gent ca cunosc, a gent ca nun cunosc pure
NICOLA: quindi essenzialmente è questo che ti mette, questo è il principale problema che non ti fa stare bene qui
EMANUELE: e
NICOLA: e ma vivere in un'altra parte della città pure ti piacerebbe oppure no?
EMANUELE: C n sacc
 

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