Una storia maledetta

Questa è la storia di circa 100.000€ che il MIUR ci deve dal luglio 2014. Fortunatamente godiamo - o godevamo? - di credito presso le centinaia di persone che sono nostri creditori per aver anticipato dei soldi di tasca propria o per aver fatto un lavoro peraltro poco remunerato. Sono quasi due anni che pazientano, ma qualcuno si è stancato e sta prendendo le vie legali. E' a rischio la vita dell'associazione; la storia comincia nel luglio 2008 ...

2 LUGLIO 2008 - Abbiamo saputo indirettamente che il Comune di Napoli ha deciso di togliere i fondi al progetto Chance. Portiamo in Piazza Dante il nostro "prodotto': la mostra dei lavori dei ragazzi, gli attestati di licenza media, e soprattutto i ragazzi in persone che il 2 luglio sono ancora presenti nelle nostre attività. Mentre siamo in piazza telefona l'assessore regionale per sapere come mai lui non era informato! (già, come mai?) e ci garantisce che la Regione prende il progetto sotto la sua ala protettiva .

Sei mesi più tardi ..... Gennaio 2009: decido di incatenarmi sotto gli uffici regionali per ottenere l'erogazione dei fondi stanziati nell'agosto 2008 con grande enfasi pubblicitaria del governatore dell'epoca

Da quei giorni all'estate 2008, nel 2010 viene completato lo smantellamento del progetto Chance dopo 11 anni di attività riconosciuta come efficace sotto tutti gli aspetti. Non abbiamo mai saputo chi e perché lo abbia deciso (ho un tremendo sospetto: in realtà non lo ha deciso nessuno, semplicemente non si occupavano né di noi né dei giovani di cui noi ci occupiamo). Abbiamo continuato il nostro lavoro grazie al sostegno della fondazione San Zeno di Verona, nel frattempo continuavamo a tenere vivo un metodo sia con il lavoro sul campo, sia attraverso le pubblicazioni, il lavoro scientifico, la formazione dei docenti. Ho continuato a segnalare in vari modi al Ministero che mi sembrava un delitto non mettere a frutto quell’esperienza, non studiare un modo per valorizzare un lavoro costato comunque molto danaro al contribuente italiano. Un funzionario del ministero con il quale avevo collaborato mi disse che non c’era alcuna possibilità di recuperare in qualche forma quel lavoro, ma aggiunse che forse qualcosa si poteva fare nel campo della formazione. Nel settembre 2011 mi chiama il nuovo dirigente di un istituto superiore di Napoli: si rivolge ai Maestri di Strada perché attraverso un corso di formazione aiutino i docenti ad affrontare il problema della dispersione scolastica. Sono lusingato: è praticamente la prima volta che ho una richiesta del genere dal nostro territorio. Oggi non avrei accettato l’incarico. Quando c’è un’attesa così forte la delusione è altrettanto forte: i maestri di strada non hanno nulla da dire, hanno piuttosto da fare e da aiutare i docenti a fare cose per le quali nessuno li ha preparati. Nel dicembre 2011 apprendo che c’è la possibilità di presentare un progetto formativo finanziato direttamente dal Ministero. Il 22 dicembre 2011, in pratica alla vigilia di Natale, la scuola presenta la richiesta di finanziamento al MIUR per un progetto da realizzare in un gruppo di scuole di periferia. Alcuni giorni più tardi sono chiamato a telefono: mi si dice che il progetto è piaciuto e che posso anche ampliarlo. Ormai siamo a ridosso del 31 dicembre, mi riesce difficile consultare chicchessia e propongo semplicemente la moltiplicazione del progetto in sei città italiane: nasce così il progetto METIS.
All’inizio del 2013 mi chiama una funzionaria del ministero: <<Quand'è che cominciate il progetto?>> - <<Ma io non ne so niente>> - <<Ma come? I fondi sono già stati assegnati alla scuola!>>. Vado a scuola e questa non ne sa niente. Richiamo il MIUR ed apprendo che i fondi sono stati assegnati ad una scuola della Provincia di Caserta: ma è solo “l’istituto cassiere”, il corso resta come era.

A settembre 2013 nella scuola di Caserta si insedia il nuovo dirigente che è nuovo alla scuola, nuovo alla dirigenza e nuovo ad un bilancio così amplio come quello di un istituto tecnico. Con questo nuovo dirigente bisogna penare non poco per riuscire a ottenere i fondi e per tenere in primo piano il significato scientifico e formativo del corso. Realizziamo il corso raddoppiando i partecipanti e tirando dentro diverse università e personalità scientifiche di rilievo il più delle volte gratuitamente. Partecipano circa 700 docenti provenienti da tutta Italia, dal Friuli alla Sardegna, alla Sicilia; molti di questi daranno poi vita a progetti ed attività varie di lotta alla dispersione scolastica.
Rendicontiamo le spese effettuate, ma abbiamo l’amara sorpresa di apprendere che la seconda tranche dei fondi è andata in ‘perenzione’ termine che non so da dove derivi ma significa in pratica che il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) se li è ripresi e non li restituisce se non risulta che siano effettivamente dovuti. E’ una misura giusta per prevenire il fenomeno dei ‘residui passivi’, ossia cifre che le amministrazioni hanno ricevuto senza spenderle e che appesantiscono inutilmente il bilancio dello Stato. Quello che non capisco è come sia stato consentito di restituire dei fondi relativi ad un progetto in pieno svolgimento. In ogni caso a questo punto occorre una documentazione rigorosa delle spese sostenute. Raccogliamo quindi questa documentazione e la consegniamo alla scuola nell’estate 2014. Ma una serie di sfortunate coincidenze e a causa di uno Stato che non funziona in base alle regole ma in base ai rapporti personali, non c’è alcun revisore che possa approvare i nostri documenti, il che sarebbe un bene se non si trasformasse anche in una regolazione basata sui favori personali.
Per fortuna, varie persone conosciute in questi anni di rapporti con il ministero prendono la cosa a cuore e si mobilitano. Il decreto di nomina dei revisori è alla firma. State calmi, siate sicuri che verrà firmato a breve: c’è un’intera provincia che di pende da questa firma. Meno male pensavamo di essere soli, di essere diventati orfani. Si mettono in moto di nuovo persone di buona volontà che stimano il lavoro dei Maestri di Strada: una funzionaria della “Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio” prende a cuore la cosa e trova il bandolo della matassa: nomina ad horas un revisore dei conti. Questo si reca presso la scuola di Caserta il 2 dicembre 2015. Doveva restarci poche ore ma ci resta più di due giorni, passa in rassegna tutto e trova diverse mancanze. Molte cose noi le abbiamo fornite ma a scuola non le trovano o meglio non vogliono neppure cercare .
Cerco notizie, imploro che ci dicano come stanno le cose, che non stiano zitti: non ti preoccupare ci stiamo addosso è questione di poco.
Però la notte mi sveglio di soprassalto e dico: mi stanno prendendo per i fondelli. Hanno recitato una scena per mettermi in difficoltà; non si stanno preoccupando di noi ma solo di non assumersi alcuna responsabilità.

Riassunto
Mi rendo conto che la vicenda è intricata, ho saltato molti passaggi, se no ci voleva un volume; la sostanza è questa:
1. Abbiamo lavorato su fondi del 2011 stanziati in 'zona Cesarini' a poche ore della fine dell'anno.
2. Nel novembre 2012 i fondi sono stati stanziati ma noi lo abbiamo saputo solo a inizio 2013
3. Per misteriosi motivi i fondi sono stati assegnati ad una scuola diversa da quella che li aveva richiesti
4. La scuola di Caserta titolare dei fondi, attraverso il suo dirigente accampa il diritto a prelevare una somma consistente del bilancio. Questo accade tra marzo e giugno 2013
5. I corsi cominciano nell'autunno 2013 e si concludono ad aprile 2014. Alcune manifestazioni vengono realizzate in date successive
6. Dal maggio 2014 al 2 dicembre 2015, ossia per sette mesi, c'è stata l'inerzia totale sia del MIUR sia della scuola che si rimpallavano senza risolvere la questione del revisore dei conti
7. Il bandolo della matassa è stato preso dall'ufficio ragioneria del MIUR da me sollecitato.
8. La palla è tornata all'ufficio che si occupa di formazione docenti, il quale in pratica ha comunicato che bisogna fare tutto daccapo.
9. E io pago ... (Totò)
Il 15 febbraio ho prelevato 6.000 euro dal mio conto personale, la metà di tutti i miei risparmi, e li ho versati – a titolo di prestito - nelle casse di Maestri di Strada: erano indispensabili a pagare le attività svolte dal primo gennaio. Il giorno dei pagamenti un operatore ha scritto su FB: “oggi mi hanno pisciato in mano”, una delicata metafora che indica una paga misera e tuttavia corrispondente alle ore svolte ad una tariffa di poco superiore a quelle sindacali del settore.

La vicenda quindi entra nel quinto anno di vita, e tutto lascia presagire che arriverà anche al sesto. Io chiedo: è proprio sicuro che tutti abbiano fatto la propria parte al meglio? Se tutti sono stati bravi e la vicenda dura da cinque anni, se invece fossero stati cattivi, cosa sarebbe successo?
 

Torna al diario

Sostieni Maestri di Strada

Compila i campi richiesti e fai la tua donazione. Poco o tanto non importa, il tuo supporto renderà possibile il sereno svolgimento delle nostre attività formative per ragazzi a rischio dispersione.

Riservato alle donazioni aziendali

Modalità di pagamento

Dona tramite PayPal senza commissioni. Al termine della procedura sarai indirizzato alla pagina di pagamento PayPal.

Puoi effettuare il bonifico entro 3 giorni dall’intenzione di donazione espressa in questa pagina.
I dati per effettuare il bonifico sono: Intestatario: Ass. Maestri di Strada Banca: Banca Prossima
IBAN: IT64 V033 5901 6001 0000 0075 313
BIC: BCITITMX (Donazioni dall'Estero)

Il tuo messaggio